Mail inviata ieri a Paolo Dorigo, che poi a cena m'ha accennato d'aver le lettere che Saviano, quand'era ancora un giovane studente, gli mandava in carcere: devo approfondire con calma.
Ciao Paolo, ne parliamo perché via mail è impossibile capirsi, se appunto non c'è già aperto un dialogo di persona: comunque t'accenno solo che, se hai visto ieri sera la trasmissione, qualcosa ti sarà arrivato.
Ti dico cosa arriva a me da maestri come questi (non per l'aspetto letterario, ma puramente umano: di maestri così potenti se ne possono trovar molti, e ne conosco, anche in gente cosiddetta "umile e incolta"; e ti confesso che la stessa ammirazione e stima profonda ce l'ho anche per chi si batte per gli ultimi, ultimo lui stesso del resto, come te): Saviano ieri sera ha COMUNICATO, nel più alto e profondo senso del termine.
Scaldava la pancia, emozionava, raccontandoci chi siamo e di cosa è fatto davvero l'essere umano.
Mi commuovo per persone, cose molto "semplici e naturali": perché sono autentiche, smisurate e bellissime.
Ieri, per esempio, quando ha mostrato le foto delle due MAGNIFICHE ragazze iraniane torturate, violentate e uccise dal regime, ho pianto e non si poteva non farlo: anche per il dubbio atroce che s'insinua nella fiducia che la bellezza, davvero, possa sottrarre territorio all'inferno (come scrisse anche Calvino nel finale de "Le città invisibili") e quindi salvare l'uomo e il mondo (questo lo scrisse Dostoevskij nei Fratelli Karamazov).
Quella straordinaria e viscerale fede nell'umano e nella sua espressione, nel suo rapportarsi agli altri esseri (non solo umani) e al tutto, che per chi scrive come Saviano diventa naturalmente parola: scritta per raggiungere più uomini ed epoche possibili, ma anche e anzi credo prima di tutto parlata, viso a viso, bocca a orecchio, "pancia a pancia" - perché è col corpo e le viscere e la vita tutta che si comunica, non con quella (c)astrazione chiamata "anima" dalla Kiesa e suoi simili.
Voglio dire: puoi convenire che le parole autentiche sono pietre!
Sono "armi" non violente, più potenti di qualsiasi bomba atomica: perché sono l'erompere dell'essere umano nella sua più straordinaria potenza comunicativa.
D'accordo su ciò, è solo comunicando davvero (non solo con le parole) tra gli uomini che si può far coesione tra loro, tra di noi: rendere unanime ciò che è più personale, far sentire l'universale che ciascuno testimonia con la propria particolare esistenza, e quindi riportare dalla dispersione mortifera quanti più possibile alla riunificazione che nessuna Kiesa è in grado di fare, perché non su dogmi ma nella realtà umana autentica, nella verità più forte si regge.
T'ho scritto ieri in sms: lezione civile, artistica, etica e umana.
Perché è difficile reggere all'emozione, fortissima, e comunicarla come ha fatto ieri da straordinario essere umano Saviano.
O scoppi in singhiozzi, o mantieni tutto sul piano meramente razionale: lui no, è riuscito a passare (superare e trasmettere) il fuoco senza per questo bruciarsi o bruciare nessuno.
Ha acesso micce, bombe, soli, ha innescato quel pensiero del cuore che sempre più raramente, ahinoi, circola oggi tra gli uomini: oppressi o dalla povertà o dal lusso (le forme d'alienazione non sono importanti, quanto il fatto che si perda se stessi - cioè che si muoia in vita).
Ecco in che senso, per me ma non solo e ne ho le prove ogni volta che faccio un'uscita di poesia e musica, anzi ogni volta che prima di tutto anche io solo mi salvo la vita riarmonizzando attraverso l'arte lo squilibrio mortale della vita quotidiana, dicevo ecco in che senso per me Saviano è impegnato nella più lunga, infinita battaglia per la verità e per la libertà umane: la "guerra" che non ha mai fine, ma che dev'essere ogni singolo istante combattuta - perché l'uomo si ricordi cos'è davvero e che posto occupa nell'esistenza, con ogni sua azione...
Queste son solo note a uso personale, che ti giro a titolo puramente informativo: non rispondermi in mail o non ne andiamo fuori, bisogna parlarne!
CiaU