m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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domenica, 20 settembre 2009
Vie di terra, d'acqua, di ferro, d'aria

[Da una mail di oggi a Rachele Antonini, Chiara Borella e Luciano Rocco, in preparazione della serata performativa di presentazione del suo libro storico-geografico-fotografico su Camponogara (VE) al Teatro "Dario Fo" del paese...]

Ciao a tutti!

Allora domani ci troviamo a Bojon(eto) in quella che ora (e per ora...) è la mia casa, nel tardo pomeriggio (h.17:30) con Rachele per una prova suoni e poi alle 19:00 arriva anche Chiara e cercheremo di far il punto della situazione; tenendo conto che ieri (son passato un attimo da lui a prendermi le carte che m'ero dimenticato) Luciano pensava di contattar un suo amico per far la regia anche delle luci etc., sicché è tutto ancora molto aperto: anche se io avrei bisogno invece di dar una conformazione quanto più possibile stabile al tutto!

"Riconoscere il passato come conseguenza del presente. \ Riconoscere le vie come percorso per arrivare alla piazza.": così Luciano scrive in quarta di copertina del suo libro (a chiusura e riapertura del cerchio con cui intende restituire alla popolazione ciò che ha raccolto da essa con questo lavoro).

Parentesi (un po') personale: mi sento molto vicino a questo suo modo di fare ed essere e "lavorare", e scoprire questa comunanza m'ha molto colpito perché finora non avevo mai incontrato nessuno così (simile a me, su questi punti) e in qualche modo mi ha anche commosso sapere che è possibile dedicarsi alla vita dei luoghi penetrando fino alle radici umane di essi per trarne linfa e spessore fino a riconoscersi parte di quegli spazi e del tempo che li ha così plasmati. Quindi sì, il viaggio di scoperta di Luciano un po' m'appartiene, proprio come modo di sentire e avvicinarmi a luoghi e persone: finora non l'ho ancora fatto, ma per esempio anch'io sento il bisogno di raccogliere immagini e sensazioni sorvolando il territorio! Poi anche lui ha il kajak e allora sì che si fan delle uscite serie eh! Conoscere, studiare, cercare e aver bisogno d'agganci e rapporti autentici e profondi con la gente, con la storia e la geografia, anche e soprattuto intima, dei luoghi. Altro punto in comune con Luciano è l'esser venuto a stare da queste parti provenendo da ben altra realtà: per esempio Mira, dove son nato e vissuto per oltre 30 anni, è in qualche modo la mia topografia interiore, la mia bussola e mappa emozionale e d'appartenenza alla Terra, all'acqua, fiumi e laguna, alla civiltà di ville fino a Venezia e al mare aperto verso l'Est, come anche di qua all'Ovest con Padova etc.; è un'orizzonte interiore, le Alpi a nord e la campagna a sud: è per ragioni socio-politiche che ho sentito la necessità e quindi ho deciso di venir via da Mira e inoltrarmi nei campi, cercando in qualche modo s-campo in terra vergine all'avanzata dell'era del cemento (che, come dice un mio amico: viene prima di quella della pietra): ma forse anche perché questi luoghi sono comunque stati parte della mia infanzia (i miei nonni materni eran di Prozzolo e tuttora ci abitano alcuni miei zii materni: trovar nel libro la foto del matrimonio di mia nonna Nina e mio nonno Tilio davanti al forno di Prozzolo è stato un flash di autoriconoscimento e appartenenza fortissimo!), e richiedono in ogni caso pazienza e conoscenza e forse anche, sì, la tolleranza e l'umiltà del "foresto", quasi del pellegrino che transita ed è ospite d'un mondo che non è il suo (pur se ogni luogo, ogni mano che stringi e sguardo che incontri in qualsiasi parte del mondo è il tuo, ma proprio il tuo, più profondo, paese).

Scusate la lunga digressione, non è esibizionismo ma solo un cercar di farvi più partecipi dello spirito con cui sono entrato in questo bel giro di persone e nel lavoro che stiamo facendo: spero che poi l'idea di Luciano di crare dei percorsi di conoscenza emotiva dei luoghi e della loro storia con giri in bici (o anche a piedi) che coinvolgano intanto la popolazione, ma non solo, proceda e si riesca a realizzarli (girar per Mira, gli ultimi anni, per me era come un massaggio all'anima: qui ancora non riesco a farlo, ma sto cercando di farlo); ché in fondo siamo fatti di storie, di voci, di fiati che sono spirito che ci dà dimensioni e calore umano, da cui proveniamo e verso cui andiamo: storie di chi è stato prima di noi dove noi ora siamo, e ci accompagna un tratto verso dove siamo diretti per nostro conto, incontrando altri, con cui ci mescoleremo (tra l'altro c'è un uso dialettale di "esibirsi" che mi piace moltissimo: vuol dire esporsi in soccorso di qualcuno che chiede aiuto o anche solo un favore).

Tornando al sodo, ieri Luciano mi faceva notare che chiudere i raccontini con quello del fascista è forse fuorviante e un po' fazioso; diceva (o almeno io questo ho capito!) che il senso dev'essere: sì, se anche questo è stato e per quanto sbagliato, beh si può capirlo così da poter andar oltre. Concordo, e vi propongo (ditemi che ne pensate!) un'altra sequenza di lettura dei raccontini (vi metto pure una sorta di scaletta possibile dello spettacolo, che ne dite?):
- Entrata nel buio dal corridoio laterale con musica e lettura del 1° racconto;
1) La macchina fotografica (salendo sul palco e venendo illuminata dal faro);
2) Mi riconosci (dopo l'intro generale, primo aggancio col video successivo);
- Video dei volti (chiedo a tutti: 20 minuti, non son forse troppi?) + musica;
3) Il rimorso (io qua ci leggo un aggancio emotivo con la storia successiva);
4) Mio nonno un fascista (poi la poesia riporta all'essenziale e va in alto);
- poesia della Artmann (ma ci vedrei anche bene ancora video, visi e musica?);
5) Vaca Mora (il fuori paese, l'uscita dal bozzolo, spaesamento/esplorazione);
6) Il tesoro (questo è il cuore nascosto, ovunque, del paese e del libro...);
- Restituzione finale di Luciano (solo dopo le autorità diran qualche parola).

La poesia della Artmann: Luciano dice che forse giocarsela subito non è buono, anche se possiamo riprenderne brani a mo' di ritornello che man mano acquista il senso di ciò che accade sul palco durante la serata; lui proponeva questo:
"Quante storie ho sentito \ ho ascoltato e scritto! \ Ogni storia mi pareva mia: \ si dilatava negli anfratti dell'anima \ come onda lambire il cuore", ma è da vedere come disporlo via via: io la sentirei giocarla su due voci (donna e uomo) che s'intreccian tipo eco/specchio (o gli armonici in ottava): ditemi!

Bon (adesso ho un po' di lavatrice da fare, scusate): direi che materiale ce n'è più che in abbondanza, e siccome abbiam poco più di 15 giorni (pochissimi) sta a noi ora scegliere, ritagliare il più significativo e dargli senso/ordine.

Buona domenica e a domani con Rachele e Chiara (chiamami se ti servono dritte per la strada!), a mercoledì sera invece con Luciano: e dobbiamo quagliare!!!!!

CiaU

Postato da: situo a 14:20 | link | commenti |

Il ritmo è lo stile del tempo

Forse è solo nella musica che possiamo sbirciare come siamo veramente, come potremmo essere, come siamo chiamati a diventare? La sensazione, è di suonare l'universo intero e tutti i mondi possibili e inimmaginabili, come sparire ai propri limiti e fondersi completamente con ogni cosa, con l'essenza stessa dell'esistenza; esserci - interamente e incondizionatamente, pienamente e inafferrabilmente: del tutto liberi, non sfiorati da mancanza alcuna, infinitamente leggeri e aerei, incredibilmente dispersi nella presenza assoluta, permeati e compenetrati dall'infinito, sconfinati a noi stessi, non circoscritti assolutamente da niente più che l'immensità - completamente qui, ora: e da sempre, e per sempre.

Postato da: situo a 00:26 | link | commenti |

giovedì, 10 settembre 2009
Passaggi di testimone

“No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere…”. Partigiano Giacomo Ulivi, dalle Lettere dei condannati a morte e dei deportati della Resistenza italiana.
Pelle d'ora alta così ogni volta che risento queste voci e queste vite piene di cuore e coraggio, lucide e insopprimibili: perché è proprio questo che chi impera oggi come sempre vuole e fa in modo che sia, cioè che si creda che la politica non è affatto un'attività alta e nobilissima, ma anzi deve apparire solo come una cosa totalmente sporca e da disprezzare, da cui perciò allontanarsi (quando invece da combattere son proprio i politicanti vacui e, per questo, latori di disfattismo intrinseco alla politica stessa); chi impera oggi come sempre vuole e fa in modo che il popolo
abbandoni ogni cura delle istituzioni, costate il sangue e la vita delle persone davvero nobili come questo e migliaia d'altri partigiani di tutta Europa, che han lottato e dato tutto, davvero tutto per costruire la nostra Costituzione della Reppubblica democratica italiana, questa libertà che oggi il populismo qualunquista manda alle ortiche, autocondannandosi...
Sia maledetto per sempre chi dà credito agli oppressori, anche solo tirandosi indietro nella lotta, perché come già scrisse anche Pavese: oggi come sempre, fascista è anche chi non fa niente contro, non si oppone concretamente e unitariamente al fascismo!
Questo è uno STRAORDINARIO LIBRO da render subito di TESTO nelle scuole europee!!!
Ma la cosa che, personalmente, più fa male è aver tanti cari, ottimi e validissimi amici certo non di destra, che però anche loro son qualunquisticamente arrivati a disprezzare e respingere senza'appello non chi le infanga, ma quelle stesse alte e nobili istituzioni che il partigiano qui sopra ha contribuito a creare dando la propria vita, così come tantissimi altri...
Non c'è altro modo, per rendere grazie a questi GRANDI POLITICI, che continuare a difendere la libertà che ci hanno consegnato contro chi ci vende le nostre catene spacciandole per il nuovo che avanza!
Per esempio: mio nonno è dovuto scappar dall'Italia per non finir ammazzato di botte dai fascisti, poi riciclati democristiani; s'è dovuto far 10 anni d'esilio in Argentina, lasciando moglie e figlia piccola da sole... Chi non onora queste persone, queste memorie che sono il nostro stesso sangue e la vita che oggi facciamo, non solo tradisce grandissimi ideali costati generazioni di vita, ma manda in rovina anche se stesso.

Postato da: situo a 14:15 | link | commenti |

domenica, 06 settembre 2009
Quel tempo della tua vita mortale...

Se il "corpo", come presunto elemento a sé rispetto all'altrettanto presunta e a sé stante "psiche", è potuto sussitere in tali skizofrenici e devastanti termini, pesare socio-politicamente a tal punto e finire letteralmente a brandelli in questo modo sia individualmente che socialmente, è solo ed esclusivamente perché l'Italia è a tutt'oggi ancora la sede fisica e metafisica (id est: politica ed amminitrativa) dello Stato Vaticano e della corrispondente sua idea che lo informa spiritualmente, la bimillenaria, sanguinosa e vampiresca Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica; ovvero, in termini pratici: se presso le popolazioni barbare e incivili che tuttora brulicano nella nostra penisola rivendicandone il possesso sulla pelle dei popoli che cercano scampo dalla morte in Paesi meno fortunati del nostro, e mandano così di fatto a puttane e in rovina la nostra bella e culturalmente ricchissima e straordinaria Italia e la sua umanità, BerlusKaiser continua a raccoglier consensi praticamente solo a colpi di chiappe e tette di troie catodiche, e se si permette quindi tranquillamente festini e orge private e per averne assoluzione 'regala' al Papa la legge sul testamento biologico, è solo ed esclusivamente per colpa dei preti e del loro capo il Papa, o Papi che dir si voglia!

Detto questo, l'altro ieri chiedo (su Facebook) a Mozzi, scrittore di Padova che conosco:
Giulio, ma perché non si alza nessuna voce autorevole da parte di chi fa cultura (meglio ancora sarebbe una petizione comune, magari estesa a chiunque voglia parteciparvi) per denunciare e fermare questo progressivo stato di degrado (eufemismo) civile?

Sua risposta, ovviamente sminuente e di fatto elusiva: probabile io non legga i giornali!
Ok Giulio, cui ora aggiungo Mariella e Alberta, riformulo per chiarezza (anche perché son davvero infinitamente stanco ed è ormai palesemente del tutto inutile, anche per vostra diretta ammissione, soltanto leggercela e scrivercela tra di noi): come mai NON C'E' AZIONE COLLETTIVA COORDINATA ED EFFICACE PER FERMARLO? "La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene. L'OPPOSIZIONE E' QUANDO FACCIO IN MODO CHE QUELLO CHE ADESSO NON MI PIACE NON SUCCEDA PIU'." (dal recente film sulla RAF tedesca degli anni '70: "La Banda Baader-Meinhof", di Uli Edel).

Quindi vado nel sito gestito da Mozzi, Vibrisse, a sottoscrivere l'articolo della Ballestra:
Sottoscrivo (cognome e nome sono già in chiaro), con una sola aggiunta e precisazione - fondamentale: se non vi siete ancora accorti della cosa (il che è, anzi voglio sperare e dire: sarebbe gravissimo...), in realtà, cari Silvia e Giulio, il punto di non ritorno è già da tempo ampiamente e violentemente superato, e questa sorta di 'ciliegina sulla torta' non è in fondo nient'altro che l'ennesiissimo d'un'ormai fin troppo lunga e rivoltante e davvero intollerabile serie di veri e propri CRIMINI CONTRO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DEMOCRARICA ITALIANA perpetrati da questa maggioranza e dal suo premier in primis, cui ormai manca solo quella che in tempo di monarchia (perché questo è oggi di fatto l'Italia, non una dittatura perché purtroppo poggia sul consenso popolare, ma una vera e propria perfettamente architettata e difficilissimamente abbattibile MONARCHIA - sì, con tutti i sottintesi, anche veneti, del caso) era l'incoronazione ufficiale, per poter infine lasciare il suo regno (che non avrà certo fine prossima, dati i fondamenti storico/in-culturali su cui si regge e su cui bisogna agire ora) in eredità al clone che gli succederà.
Ah, ovviamente sono detentore soltanto d’un mutuo casa fino a post-pensione.

Postato da: situo a 10:18 | link | commenti (2) |