m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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mercoledì, 29 luglio 2009
Ma tu ai fascisti

Digli che il sangue è rosso e fino a che
ci scorre nelle vene siamo vivi,
la morte invece è se si ferma e allora
diventa nero, duro, secco - e perso.

Postato da: situo a 23:08 | link | commenti (1) |

Ultimissimi libri letti:

- R. M. Rilke, "Appunti sulla melodia delle cose";
- W. Stevens, "Il mondo come meditazione";
- Idem, "L'angelo necessario".

Postato da: situo a 21:22 | link | commenti |

Fedi-grafo

Scena, oggi in ospedale all'ingresso della cassa/prenotazioni a Dolo (finché pranzavo sotto le frasche nel parco): lui cool-trendy che, a 5 mt di distanza da lei, le dice a voce alta "Di qua, oooh muoviti!" e lei che, vaga e perplimuta (sì, qui è d'obbligo il neologismo), stràmpola miss-modellante sui tacchi a spillo, in pantalone aderente fucsia e camicetta di rete nera trasparente, verso il suo lui...

Postato da: situo a 18:59 | link | commenti |

martedì, 28 luglio 2009
Corpi comunicanti

L'idea è questa - portando oltre i rilievi antropologico/culturali di Pasolini (il nodo chiave è l'oralità: che si traduce in compresenza di vita, quindi in sostanziale pentecostalità dell'astrazione linguistica come Verbo incarnato - al di là di derive mistico/religiose, proprio in concreti "corpi comunicanti"):

punto 1) lingua "italiana" inesistente, se non in letteratura (Dante: primo, e forse ultimo, vero grande italiano o addirittura europeo, e pure cosmopolita), e a ciò corrisponde un'inesistenza se non astratta dell'italiano come popolo e una platonizzazione del comunicare attraverso la lettera morta della scrittura;

punto 2) "questione della lingua" snodo cruciale nel Rinascimento e, finché Bembo e accademici della crusca regredivano nell'irrealtà d'una lingua di 300 anni prima (Petrarca e Boccaccio), Michelangelo prosegue l'affondo nel reale in senso dantesco (Berni riassume il fatto: "Ei dice cose, e voi dite parole");

punto 3) a parte l'idea meramente primitivistica del Romanticismo, recupero della realtà attraverso le lingue parlate in Italia (che, malgrado Garibaldi, non è né vera Nazione né ha un vero popolo: come nota già pure Leopardi) da parte di Pasolini che cura la prima antologia poetica nei dialetti italiani;

punto 4) devastazione antropologico/sociale da parte della tv (Berluskaiser) e prospettive di ur-lingue in senso zanzottiano (petèl) o super-lingue (Joyce) e quindi si può far una scorribanda corsara nelle lingue di verità da Dante ad oggi, o si restringe al moderno/contemporaneo (pochi autori d'area veneta)...

Postato da: situo a 15:29 | link | commenti |

giovedì, 23 luglio 2009
Internet e l'uomo collettivo

L'web è la più perfezionata illusione di comunione umana architettata al fine di  fuorviarci dalla realtà: "neurosimulazione interattiva", Matrix! E poi basta con 'sta bubbola che gli animali non pensano, che noi siamo "i mèjo" e minchiatissime varie - m'han stufato proprio: ché io dagli animali imparo a vivere molto più che da tantissimi sedicenti "umani", e pure da quel vero e proprio essere collettivo che è per esempio un bosco d'alberi diversificati e tutti realmente interagenti per il benessere d'ognuno - nessuno governa nessun altro, chiunque è re al pari d'ogni altro e insieme ci cor-reggiamo nel vero senso della parola. Chi ha mai detto, e soprattutto potrebbe davvero dimostrare, che "questa" sia vera velocità? Prova a viaggiar sempre più veloce e, se non ti schianti prima (cosa più che probabile!), ti perdi di sicuro il senso del viaggio stesso, che sta nella "lentezza" d'ogni passo e incontro - dimensione che, per esempio, più che mai l'arte può davvero restituire perché ti permette d'entrare nella contemplazione totale liberandoti dal vicolo cieco del pensiero rettilineo causa-effetto/mezzo-fine. E poi chi mai sarebbe in grado di sostenere, nei fatti, che questo "pensiero" oggi imperante sia davvero intelligente, dato che ci porta dritti alla morte planetaria? L'intelligenza (latino "intus-legere", che per me vale: collegare intimamente - ogni "cosa", o meglio essere/avvenimento) non è nei corpi (o peggio ancora nelle "menti") ma TRA i corpi (cito un body artist di cui ora però mi sfugge il nome): questo basterebbe a dar ragione, proprio nella dimensione sociale, ad Einstein quando rileva (e "rivela") la relazione universale in campo fisico. Ogni mezzo è concepito e realizzato solo ed esclusivamente in vista d'uno scopo, ben determinato e di solito come minimo su idee a sfondo prevaricante; esempio pratico: Paul Celan, uno dei più importanti (per la specie) poeti (esseri umani) del '900 fece la scelta, necessaria, di scriver nella lingua (il tedesco) dei carnefici (i nazisti gli sterminarono la famiglia), il che corrisponde (ma in forma assolutamente radicale) alle risemantizzazioni di Duchamp (l'orinatoio etc.) che svelano/liberano il potenziale polisemico d'ogni cosa sganciandola dalla finalità per la quale fu concepita in origine, mostrando che il fine dell'arte è dare senso anche all'insensato; ma Celan arriva a decostruir la lingua come disinnescasse una bomba nucleare di potenza inaudita, e la ricompone poi in sensi al limite della perdita più devastante. Comunque sia, per esempio nessun leone (branchi) o zanzara (sciami) ha mai fatto guerre, genocidi o messo a punto e sganciato atomiche su civili innocenti, e questa è UN'IMMENSA LEZIONE!!!

Postato da: situo a 17:53 | link | commenti |

Libera necessità

L'arte, come l'amore, non si sceglie.

Postato da: situo a 14:26 | link | commenti |

giovedì, 16 luglio 2009
In vita

Alla fine dei fiori, l'aria sfuma
in ciuffi d'afa e soffi/sen(s)i d'Africa:
l'ape sulla lavanda - viola, il sole;
pianura il cielo, pascolo di nuvole.

Giorno quasi perfetto: la tua fitta
pagina inedita di storia, è scritta;
lasciami solo dire che anch'io sono:
appena una pagliuzza del tuo fieno.

Postato da: situo a 19:12 | link | commenti |

mercoledì, 01 luglio 2009
Bellezza: salvezza (e altri disastri...).

Cazzo... Non è possibile che il fottutissimo e schifoso pecorume italiota continui a farmi sempre più senso e ribrezzo umano, avvilimento e rabbia e  anzi incazzatura infinita, tanto da darmi sempre più seri pensieri d'espatrio/esilio/fuga (e non va affatto bene, cazzo!) misti al contrario con voglia di spaccare il muso e il culo (ch'è poi lo stesso) a certa gentaglia che sta ai posti di controllo del Paese... Anche quest'ultima, ennesiissima (e basta cazzo!) "tragedia annunciata", come han scritto al solito senz'approfondimenti né risposte sui quotidiani, a detta dei sindacati: dico il macello dei treni a Viareggio (sembra 15 morti e decine su decine di feriti)... E poi via subito tutti a solidarizzare con le povere vittime sfigate e vai con la giostra dei buoni sentimenti e della coscienza a posto così: eh ma portatroiabastarda, per carità niente di male anzi più che nobile in sé ma, cazzodibuddassassino, lo vogliamo vedere/capire una volta per sempre (e far qualcosa, cristosantissimo!) che non è più sopportabile/tollerabile 'sta permanente condizione d'allarme/emergenza che ci tocca continuar a subire unicamente per COLPA (assassini!) di simili bastardissimi rottinculo stracàncari dirigenti (ir)responsabili del cazzo!?! Basta Emergency, basta dice pure Gino Strada a 'ste cazzo di guerre: non vogliamo più ricucir poveracci, basta dover far gli eroi diocristo!!! Ho visto le foto del disastro ferroviario: ma il vero disastro è che qualcuno (noi, in fondo...) abbia permesso ci fosse certa gentaglia criminale a disporre un piano regolatore palesemente suicida, dato che le case (e intere file di palazzi etc.) stavano a 5 metri dai binari! Ma siamo folli? E' una condanna a morte praticamente già eseguita! C'arriva anche un cerebroleso, che è pericoloso: cazzo, quelli che han fatto 'ste cose son da metter ai lavori forzati a vita immediatamente; prima ancora delle altre responsabilità, c'è questa! Come il programma di ieri sera (tardi) sul Dr. Di Bella (che a vederlo e sentirlo pareva uno straordinario medico della dinastia Tang: antica Cina, medicina olistica, l'equilibrio uomo-cosmo al centro dei processi di cura e una prevenzione continua prima d'ogni terapia!): intanto messo su più come un giallo che come un reportage serio e argomentato, con chiarimenti e approfondimenti e infine  un bandolo della matassa che permettesse quindi precise prese di posizione sui fatti; invece niente, solo fumo come sempre: il "caso" tanto per intrattenere (ma con l'occhiolino alla salute e quindi ai sentimenti, ottima strategia di vendita e di lobotomizzazione...) e mai un'intervista a pazienti o parenti degli stessi, evitato del tutto (e apposta, ovvio: troppo pericoloso!) l'unico punto di vista reale cioè quello dei malati, nessun approdo a un senso della vicenda rispetto appunto alla salute pubblica - insomma una merda putrefatta totale: solito bla bla e beghe tra istituti superiori della sanità e addetti ai lavori (medici, se si può dirli tali), accuse a case farmaceutiche e allo stesso Di Bella e via discorrendo di niente, esattamente come successe all'epoca. Ma i malati di tumore, i "terminali", la vita delle persone, la carica sociale  e anzi proprio culturale (e civile) che hanno avvenimenti e casi come questi, dove in gioco c'è la stessa vita e salute - anzi tutta una concezione e pratica dell'esistenza (temi che incidono sulla carne e sui sentimenti profondi dell'uomo, in grado quindi di mobilitare grandi masse di cittadini: in piazza a reclamare la propria dovuta ma non ottenuta libertà - in tal caso di cura)? Una potenziale rivoluzione culturale e civile insabbiata nelle diatribe procedurali della medicina occidentale?! Non è possibile: ma già il solo chiamare "koktail" una terapia, una cura, è a dir poco vomitevole anzi proprio abominevole - già  così scredita in partenza sia la terapia sia il medico che l'ha messa a punto e la pratica e, puntando diritto sullo scontro tra protocolli o anche peggio sul contrasto tra medici, elude appositamente il cardine anzi il cuore di tutto ovvero la gente che muore di malattie inguaribili e (dice la medicina occidentale) incurabili (o con terapie devastanti e spesso a loro volta letali o gravemente invalidanti come la kemio etc.)... Non ho parole. Detesto visceralmente gl'italiani, questi italioti per cui non trovo più definizioni negative bastanti. L'Italia è la mia terra: io l'amo con tutto me stesso (la sua parte grande e bella di storia e civiltà), ed è così magnifica che l'Unesco non sa più come classificare tutte le meraviglie che continua a inserire nel novero dei Beni dell'Umanità; le ultime son le Dolomiti, che tale Ente ha incluso nei suoi elenchi riconoscendole come valore naturale e culturale insieme - rendiamoci conto (Zanzotto lo sa e lo canta nella sua poesia da una vita...): la Terra è un bene sociale e civile, il paesaggio è parte determinante  e insostituibile della vita (anche) degli esseri umani, è essenziale e fondamentale e non accessorio! Perché la bellezza è necessità primaria al pari dell'aria e del cibo, è un bene strettamente vitale, risorsa infinita di vita e rigenerazione salutifera: e se certa feccia italiota non riesce né sa né vuole considerarne tutto il peso reale, mandando per esempio e da ultimo a morte un intero quartiere costruendolo praticamente dentro una ferrovia, beh per me questi davvero inqualificabili, miserabili, schifosissimi e criminali personaggi devono esser fatti sparire prima di subito dai posti che occupano (né bisogna permetter mai più ad altri simili di sostituirli in cariche di responsabilità analoghe!!!) e van fatti ripulire tutta la cancrena che procuran al corpo sociale e naturale (che, s'è appunto finalmente costatato, è una cosa sola).

Postato da: situo a 17:15 | link | commenti |