m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

 Il mio profilo Contattamisituo
 Il mio profilo Contattamidzikr

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

martedì, 06 maggio 2008
Tristi turisti

C'è sempre di che meravigliarsi e quindi commuoversi, a Venezia. Anche se la sua propaggine in terraferma, la trafficatissima quanto spoglia e purgatoriale Mestre è piuttosto l'avamposto dell'inferno di Porto Marghera, che non la sua porta d'accesso: quella naturale difatti è il mare, da Fusina, e non il ponte della Libertà - come sottolinea anche Tiziano Scarpa nel suo fantastico "Venezia è un pesce" (che consiglio molto caldamente, come straconsiglio assolutissimamente anche lo straordinario e incredibile "Fondamenta degli incurabili" di Josif Brodskij!). Ma chi esce da questa, che è l'unica città ancor oggi abitata iscritta per intero dall'UNESCO tra i patrimoni dell'Umanità - e non solo per la bellezza che trasuda da ogni sua pietra, ma anche per l'arte e la cultura e la civiltà che la fondano e ne hanno fatto la storia e l'umanità che ancora ci vive (e qua, scusatemi il filo di fierezza che mi ci lega a doppio nodo irrescindibile, ma mi commuovo davvero per la mia terra d'acque e vento) -, forse dovrebbe proprio uscir dalla giostrina turistica appositamente architettata per irretire insensibilmente in quella specie di cartolina di plastica che è la Venezia che si vende e spreca, e provare a tuffarsi invece (e mai come a Venezia tale parola suona più appropriata!) nel fantastico dedalo-gheriglio psichico e corporeo delle sue calli e rii - i canali veneziani, che in realtà sono le vere vie e strade della città: e chi non ha girato Venezia in barca (ma rigorosamente a remi!) non sa che significhi essere una cosa sola con la potenza liquida e cullante del mare, ma anche insieme con l'ergersi in solida e straordinaria potenza in superficie nei mattoni, nei marmi, nei merletti delle architetture aeree e trasparenti, e nel respiro leggero e fluttuante del vento che arriva e torna e riparte dalla laguna! Comunque sia, amare Venezia - oggi - in fondo è sapere che esiste il Paradiso ma che, purtroppo, anche gli angeli per sopravvivere in questa società attuale devono, malgrado tutto, prostituirsi...

Postato da: situo a 11:03 | link | commenti (6) |

venerdì, 02 maggio 2008
Fretta non frutta (è più giusto così)

Parlando con la pioggia, oggi, il ciliegio
che ho piantato in giardino mi diceva
che bisogna fidarsi: anche se brutto,
il tempo sa ben più di noi suoi fiori.

Postato da: situo a 14:43 | link | commenti (4) |