m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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lunedì, 30 luglio 2007
Airesis (scelte)

Eretico è colui che accende il fuoco, non colei che ci brucia dentro. 

Paolina (minacciata di morte) ne "Il Racconto d' Inverno" di Shakespeare

Postato da: situo a 20:47 | link | commenti (13) |

Callipigia

Oggi mi son imbattuto in questa parola, e ho subito controllato cosa significasse: è un epiteto, greco, della dèa Venere; parola composta da kalos (bello - ma anche: buono) e pygé (natica) - quindi, letteralmente: dalle belle chiappe! Ora, si dà il caso io abbia una collega (ma non più d'ufficio, purtroppo: però rimediamo prendendo come minimo 2 caffé insieme ogni giorno!), e insomma non è che sia bellissima (per esempio è piccolina, ma mi fa una tenerezza così tutta morbida con quel suo profumo di pelle pulita...) - dico secondo i canoni attuali, come lo è invece l'altra bionda-di-ghiaccio (ostrica imprenetrabile con 'complessi d'esteriorità', né mai in gonna e chissà come mai...) - ma ha qualcosa di molto molto speciale a partire dallo sguardo che, pur non essendo blu oceano come quello dell'altra, a me proprio m'incanta (e non son l'unico, purtroppo): ecco, la cosa più particolare di tutte (parliamo solo del livello fisico, ché la sua storia e personalità me le tengo rigorosamente per me!), a parte una vita sottile con fianchi belli larghi e rotondi proporzionati (una combinazione che mi fa impazzire: è una generosità tutta femminile, quella che traspare da queste caratteristiche fisiche - un bel sedere sporgente e sodo e una pancia che fa un incavo delicatissimo verso l'inguine: è vero, l'ho constatato più e più volte ormai!) oltre a degli zigomi alti e a questi occhi quasi orientali nocciola scuro molto dolci e profondamente espressivi (per non parlare d'una boccuccia con labbra sottili ma sempre o quasi sorridenti!), è proprio il meraviglioso culo che si ritrova a portar a spasso per lo più in pantaloni aderenti che mi fanno metter in secondo piano il seno, non disprezzabile anche se diciamo un po' mignon: ecco, penso proprio che userò  questa nuova parola per rivolgerle un complimento a sorpresa, magari evitando così di prendermi una sonora sberla dicendole volgarmente che ha un gran culo, come un qualsiasi maniaco di passaggio! Il tutto non sortirà l'effetto desiderato, che si innamori pazzamente di me e mi faccia felice oltre che poterla far felice a mia volta: comunque, intanto, così ci divertiremo un po'!!

Postato da: situo a 20:04 | link | commenti (8) |

domenica, 29 luglio 2007
Giustizia è libertà (fare presente)

Il ricordo è un giudizio sul passato.
Ma il passato pregiudica il futuro.
Ricordati, perciò, di essere equanime.

Postato da: situo a 16:43 | link | commenti (3) |

Nell'era atomica

C'è una straordinaria quanto madornalmente devastante osservazione, di natura antrolpologica (sociale e culturale, nonché dunque politica) e con cui concordo pienamente ché è in totale consonanza con ciò che di mio vado osservando, in un libro recente di Luigi Zoja - "Giustizia e bellezza" (Bollati Boringhieri): il motto imperialistico di origine latina "divide et impera" è oggi applicato al massimo livello nella società (ma la domanda fondamentale, da cui dipende una fattiva risposta, è: da chi?); dall'esplosione della classe lavoratrice in un macinato di precari disgregati e in competizione reciproca (nuova versione della mai finita guerra tra poveri), alla scomparsa dell'antica piazza italiana (Machiavelli e Guicciardini docet) in favore dell'anglosassone e postindustriale strada (street): mero luogo di transito di tutto (merci) ergo di niente (nichilismo), ricettacolo di dromopatici passaggi e locali quanto insensate ribellioni. Mi sento quindi di dire che oggi il solo vero luogo comune (ma in senso deteriore) è la dispersione, e a livello sia sociale che psichico...

Postato da: situo a 16:20 | link | commenti |

Chi fa

Io adesso, lavorando, l'ho toccato dappertutto.
Ma se lo mando in tempera così, dopo si vede!
E allora, l'ultima parola va lasciata al fuoco...


Sior Mastro Signoretto (vetraio di Murano - Venezia)

Postato da: situo a 13:50 | link | commenti (3) |

sabato, 28 luglio 2007
L'era dell'accesso (Rifkin)

Ultimi libri letti:

Christopher Hitchens, Dio non è grande - come la religione avvelena ogni cosa;

Bertold Brecht, Vita di Galileo;

Leonardo Sciascia, La scomparsa di Majorana.

Postato da: situo a 17:26 | link | commenti |

mercoledì, 25 luglio 2007
De-forma mentis...

Cosa hai imparato oggi?

La nozione principale che si impara a scuola è "evitare di commettere errori". Questo perché i professori non sanno in cosa consiste l’apprendimento. Ricordate il proverbio “sbagliando si impara”? Invece la scuola insegna fin da subito che un errore si paga con un brutto voto e ti insegna a correre il rischio più grande di tutti: non rischiare. I bambini imparano a scrivere, a leggere, a far di conto, tutte cose nobili, certo, ma sapete per imparare questo cos'altro insegnano a quei bambini? Insegnano a stare seduto, a rimanere in silenzio, ad alzare la mano, a parlare solo se interrogato e a colorare gli spazi rimanendo rigorosamente nei bordi; tutte cose apparentemente innocue. Il problema è che poi, tornato a casa, un genitore si preoccupa più di quello che pensa la maestra piuttosto che di quello che suo figlio sta implicitamente imparando per la sua vita. Un bambino di queste cose se ne accorge: la scuola ha insegnato a tutti noi che c’è un modo giusto ed uno sbagliato di fare le cose, che se non fai quello che tutti si aspettano, se non accetti senza discutere regole che si trovavano lì ben prima del tuo arrivo, subirai punizioni e disonore. Poi ci stupiamo che gli alunni non se la sentano di interagire durante le lezioni. Più di tutto la scuola ci ha insegnato che “dovere” e “volere” non sono la stessa cosa. E infatti guardatevi intorno: il mondo è pieno di individui insoddisfatti, pavidi, stronzi e saccenti!


 Da: http://30elodesenzastudiare.splinder.com

Postato da: situo a 11:03 | link | commenti (5) |

martedì, 17 luglio 2007
Sgombero in via Anelli

"... Se non viene la Polizia non mi diverto...
Quando viene è un spasso, c'e' sempre da divertirsi al commissariato
Ti fanno spogliare, ti fanno togliere pure le mutande....
Ti picchiamo...
- Stronzo... -
- Sporco Negro di Merda... -
...
Io sono un delinquente...
Io Rubo
Io Uccido
Io Spaccio
Io sono Il Mondo Marcio
..."

Da un'intervista a un Uomo di Colore che abita nel Ghetto di Padova.

Postato da: situo a 00:00 | link | commenti (4) |

sabato, 14 luglio 2007
Fuoco sacro (inter-esse)

Amo alla follia il delirio giallo del sole come un ladro i più fantastici gioielli, m'inebria alla beatitudine l'andare vagabondo nell'ardente ambra dell'aria e berne dalle labbra come un bacio il puro odore di miele e sidro, adoro da morire l'ora d'oro panica e pomeridiana che ogni cosa ha nuda cara e chiara, disperdermi nell'estasi al suo dardo caldo lucido che striglia e spazza cieli ampi e campagne che non passa a violentare mano umana, ma anzi semina e ha cura, raccoglie e gusta infine il frutto maturato della terra.

Postato da: situo a 19:17 | link | commenti (5) |

Divertiti anche tu, ma fallo con Gesù!

"Ho inteso, o Cesare, che desideri sapere quanto ora ti narro, essendo qui un uomo, il quale vive di grandi virtù, chiamato Gesù Cristo, dalla gente detto profeta ed i suoi discepoli lo tengono per divino e dicono che è il Figliolo di Dio, creatore del cielo e della terra e di tutte le cose che in essa si trovano e son fatte. In verità, o Cesare, ogni giorno si sentono cose meravigliose su questo Cristo: risuscita i morti e sana gli infermi con una sola parola. Uomo di giusta statura e molto bello di aspetto ed ha la maestà nel volto e quelli che lo mirano sono forzati ad amarlo e temerlo. Ha i capelli color della nocciola ben matura e sono distesi sino alle orecchie e dalle orecchie sino alle spalle sono del colore della terra, ma più risplendenti. Ha in mezzo della fronte il crine spartito ad usanza dei Nazareni, la faccia senza rughe o macchie, accompagnata da un color modesto. Le narici e le labbra non possono essere mal giudicate da alcuno con ragione: la barba è spessa ed ha somiglianza dei capelli, non molto lunga, ma spartita. Il suo mirare è molto spaventoso e grave, ha gli occhi come i raggi del sole e nessuno può guardarlo fisso per lo splendore e quando ammonisce piange. Si fa amare ed è allegro con gravità, dicono che nessuno l'ha mai veduto ridere, bensì piangere. Ha le mani e le braccia molto belle, nella conversazione contenta molti, ma si vede di rado e quando vi si trova è molto modesto all'aspetto e nella presenza. E' il più bell'uomo che si possa immaginare, tutto simile alla madre, la quale è la più bella giovane che si sia vista da queste parti. Però se la maestà tua, o Cesare, desidera vederlo, come negli avvisi passati mi scrivesti, fammelo sapere che non mancherò subito di mandarlo. Di lettera fa stupire la città di Gerusalemme. Egli non ha mai studiato cosa alcuna, eppure sa tutte le scienze e cammina scalzo senza cosa alcuna in testa, molti ne ridono nel vederlo, ma in presenza sua nel parlare con Lui tremano e stupiscono. Dicono che un tal uomo non è mai stato veduto ne inteso da queste parti. In verità secondo come dicono gli ebrei non si è mai sentito di tali consigli, di così gran dottrina come insegna questo Cristo e molti dei giudei lo tengono per divino, lo credono e molti altri lo querelano con dire che è contro la maestà tua, o Cesare. Si dice di non aver mai fatto dispiacere ad alcuna persona, ma sebbene tutti quelli che lo conoscono, che l'hanno provato, dicono di aver ricevuto benefici e sanità. Però alla maestà tua, o Cesare sono prontissimo, quando mi comandi sarà eseguito. Vale da Gerusalemme indizione settima, luna undecima. Della maestà tua fedelissimo ed obbedientissimo Publio Letulio governatore della Giudea."

Presunta lettera di Publio Letulio, governatore della Giudea (predecessore di Pilato), nella quale si descrivono le fattezze di Gesù all'imperatore di Roma - tradotta dal latino originale che si conserva dai Signori Cesarini di Roma.

Postato da: situo a 18:49 | link | commenti (1) |

Chi canta prega due volte (72, 1)

[Si deve cantare] non solo con la voce ma con i fatti (Non solum voce sed et opere). - 146, 14

In realtà, il salmo è un cantico: non un cantico qualsiasi ma un cantico accompagnato sul salterio. Il quale salterio, poi, è uno strumento musicale, come la lira, la cetra e gli altri strumenti che sono stati inventati per accompagnare il canto (organa [...] quae inventa sunt ad cantandum). Pertanto colui che salmeggia non canta soltanto con la voce ma ha con sé anche uno strumento chiamato salterio, per cui l'abilità delle mani s'accorda con la voce. Vuoi dunque salmeggiare? Non sia soltanto la tua voce a cantare le lodi divine ma alla tua voce s'accordino anche le opere. Se infatti canterai [solo] con la voce, a un certo momento dovrai tacere: canta invece con la vita, affinché mai debba tacere. - 146, 2

Sant'Agostino - Esposizioni sui Salmi (Enarrationes in Psalmos)

Postato da: situo a 15:53 | link | commenti (1) |

La formula del fiore (Cvetaeva)

Ultimi libri letti:

Wislawa Szymborska, Due punti;

Anton Zeilinger, Il velo di Einstein - Il nuovo mondo della fisica quantistica;

Brian Greene, L'universo elegante - Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima.

Postato da: situo a 15:02 | link | commenti |

giovedì, 05 luglio 2007
Anima Mundi (Corpi Celesti)

                     a Nives e Gian Pietro e...

Rifletto: forse l'erotismo, oggi
è l'ultima e più grande co(i)llusione
(-ismo, tra poesia e pubblicità...)
rimasta a questa stanca umanità
postrema: estremo, unico spiraglio
e appiglio al senso ché ormai solo il corpo
(il sòma, il sèma) ancora, appena, ha –
scordato dalla psiche, infetto affetto...

Ma la notte finisce; a sogni spenti
fuori dal letto, attenti, c'è da fare
– ancora, e forse più – l'amore lungo
i giorni: con i mutui per la casa,
i piatti sporchi, i panni da stirare,
crescere i figli in un gorgo di conti –
senza tempo né fiato per lottare,
nell'eroico travaglio della storia...

E questi poli – gelidi, lontani –
in una stessa anima divisi:
confinati nel brutto, nel noioso,
omertoso e prosaico – indescrivibile...

Ma allora, la domanda: che rimane,
e a chi, di questa vita che va a male?

I passi fatti, insieme, nella pioggia –
non prima, o poi: finché il Diluvio dura...


(5.7.07)

Postato da: situo a 19:37 | link | commenti (7) |

mercoledì, 04 luglio 2007
passi-one.com

Come diceva Erri De Luca anche di recente in tv (intervistato dalla Bignardi): "chi va a piedi non può essere fermato" (io per ora vo al lavoro in bici, e ci metto lo stesso tempo che in auto cioè 6 km in 15' in più faccio moto, mi godo il paesaggio rivierasco e non inquino; anche se m'intossicano i mezzi, che prima mi superano ma poi risupero io tutti là fermi incolonnati ai semafori rossi! Comunque la vera perdita di prospettiva mentale e esistenziale, l'uomo se l'è inferta davvero quando i mezzi di spostamento e trasporto hanno abbandonato il ritmo, la misura e l'equilibrio naturale del piede o della zampa animale e si son autonomizzati in un meccanismo che s'autoalimenta ed esclude ché ormai prescinde dall'umano: va da sé, gira a vuoto, in folle).

Postato da: situo a 01:11 | link | commenti (4) |

Miracolo della musica

"Osserva la musica, essa fa parte della vera bellezza dello spirito.
Poiché è un ponte tra il finito e l’infinito.
Con l’armonia dei suoni, si uniformano l’armonia dei colori che ci circondano
e inondando la mente, pervadono quell’espressione del sé dell’anima.
Lascia che la musica migliore pervada la tua vita e dalle voce,
poiché nell’assenza delle sue vibrazioni c’è fame di percezioni necessarie per l’anima
e la musica sa nutrirla.
In coloro che sono capaci di ascoltare,
risveglia la massima espressione della Speranza e il meglio del cuore.
La musica è quella lingua universale che suscita e rivolta l’espressione
in coloro che gioiscono e in coloro che soffrono.
E’ il mezzo per esprimere le armonie del sé mentale mentre si relaziona con l’ideale spirituale,
scorrendo, attraverso la natura del ritmo, del tono e del suono.
Se ascolti e vivi la musica, ascolterai Te in te stesso
e conoscerai ciò che la conoscenza non può varcare né mirare.
La musica è parte integrante dell’anima, poiché l’anima respira vibrando.
La musica è quell’elemento che può far nascere le passioni,
che può calmare gli animi, che può attraversare le distanze tra il ridicolo ed il sublime,
che può far nascere nostalgie, ricordi e pensieri di persone amate, dell’infanzia, di casa,
di paradiso, del sorriso di un bambino, delle lacrime di una donna,
di un rimpianto e di una commozione.
Svariate sono le emozioni che la musica suscita a livello insolito nel corpo,
l’esperienza, nei suoi molteplici effetti, ti conduca a scoprire che,
l’emozione dei sensi, non eguaglierà mai la pace dell’anima.
Sperimentandone l’esperienza nella ricerca del costruttivo,
riconoscerai in te stesso, la differenza tra
ciò che accarezza e ciò che cura, tra ciò che sconvolge e ciò che plasma.
Poiché la musica possiede radici nella terra e ali per il cielo.
Ascolta, Riconosci e fa vibrare la Tua musica.
Ricorda che dentro ciascun atomo c’è un nucleo
che dentro ciascun nucleo ci sono i quark
e che i quark altro non sono che
impercettibili stringhe che vibrano come corde di violino.
L’universo intero è la Grande Sinfonia diretta dal Primo Musicista.
E ricorda anche che i suoni sottili, per l’anima, sono i più vibranti.
Il Principe della Pace, oltre ad un Grande artista, è un arpista."

Postato da: situo a 00:20 | link | commenti (3) |

La distanza delle parole

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perchè perdono la calma", rispose uno di loro.
"Ma perchè gridare, se la persona sta al suo lato?", chiese nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti", replica un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date, ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: "Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano, si avvicinano."

Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."


Mahatma Ghandi

Postato da: situo a 00:04 | link | commenti (6) |

martedì, 03 luglio 2007
Est-etica

Ultimi libri letti:

Giorgio de Santillana & Hertha von Dechend, Il mulino di Amleto - saggio sul mito e sulla struttura del tempo;

Erri De Luca e Gennaro Matino, Sottosopra - alture dell'Antico e del Nuovo Testamento;

Luigi Zoja, Giustizia e Bellezza.

Postato da: situo a 21:22 | link | commenti (1) |

domenica, 01 luglio 2007
Contro-retoricalienante (tele-schermi)

La Tv fa parte, con tutti gli altri media di massa e/o giochini & anestetici psichici, di quell'onnidiffuso e nascostovunque sistema (rete...) di potere e controllo sociale, fatto in modo che si sprechi metà della propria esistenza (e non certo vita...) ad annullarsi in un criminale sfruttamento dei bisogni elementari, per mantenersi a sprecar l'altra metà nell'assorbire prima e nel blaterar poi a vuoto sulla generale idiozia di sistema, con altri consimili idioti.

Dimenticavo l'enucleazione del punto - ritengo - fondamentale, per poter agire di conseguenza: tutto quanto sopra descritto avviene (ed è questa, in realtà, la cosa peggiore e più devastante - in assoluto...) senza che ci si accorga neanche minimamente dell'idiozia e della sempre più compiuta idiotizzazione generale e personale insieme; proprio perché, invece, si sprofonda ormai del tutto irreversibilmente nell'assuefatta illusione, continuamente scambiata con la realtà da essa ormai quasi del tutto soppiantata (realtà/verità oggi più che mai cancellata, 'palinsestualizzata' da continue maschere di novità ad effetto immediato/effimero: realtà/verità, anzi, solo e sempre rimossa - e dunque: destinata prima o poi a sfogarsi, violentemente, in forme ormai patologicizzate e per ciò stesso in sé insanabili...), del massimo scambio e comunicazione e interrelazione e compartecipazione mai avvenuta dall'inizio della vicenda umana. Quindi, in sintesi: il totalitario/thanatofilo divide et impera, ossia la decomposizione del corpo psichico individuale e insieme del tessuto relazionale della società, viene attuata esattamente attraverso quei mezzi che forniscono nello stesso tempo la massima illusione che la relazione/protagonismo e la più sincera verità umana sia mai stata come ora nella storia tanto tangibile e vicina alla perfezione più assoluta. L'uomo, e il suo senso (e insieme il cosmo e il senso di ogni cosa...), è infine annientato, annullato - annichilito: e proprio per mezzo del fasullo richiamo alla soddisfazione ('immediata & perfetta') di quelle che in fondo continuano a rimanere le più nobili e profonde necessità ed aspirazioni umane. L'inganno è completo solo quando si spaccia (e non, attenzione, si pretende!) per la verità: così, la massima truffa mai messa in atto dall'Uomo fino ad oggi nei confronti non solo di sé stesso ma dell'intero Pianeta, corrisponde all'omicidio globale e all'uccisione di Madre Terra; nella più perversa e diabolicamente brillante strumentalizzazione pubblicitaria (proprio come fa quel moderno Ulisse di Dante che è Berlusconi...) di quei valori e sentimenti che rimangono tutt'oggi i più nobili e autentici dell'uomo, al solo fine di raggiunger in realtà l'annientamento (inconsapevole) di sé, l'annientamento (consapevole) dei propri seguaci/truffati (inconsapevoli), e il nulla definitivo e infinito/eterno della morte ("cadaveri bardati da sapienti", scrivevo anni fa!).

Postato da: situo a 17:35 | link | commenti (2) |