m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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giovedì, 29 dicembre 2005
I N V I T O

LONTANO, DENTRO
(Parole dal Paesaggio)
 
Sabato 14 Gennaio 2006 - Ore 18:00
Villa Selvatico - via D'Annunzio n° 140, Biancade (TV)
 
POESIE di Gian Pietro BARBIERI
 
Letture di Francesco Zanolla e Giulia Pozzobon
Interpretazione musicale: mia!
Introduzione di Lio Gemignani
 
(seguirà buffet)
 
Ingresso libero

Postato da: situo a 20:07 | link | commenti |

lunedì, 26 dicembre 2005
Politica culturale?!!?

Giovedi 10 Marzo 2005 - Mira città della cultura 2004
(io) Allora: ero vicepresidente dell'Ass. Cult. Prometheus ma non ne sono più membro da molti mesi (eppure, qui nel sito del Comune di Mira la sede di tale associazione risulta ancora presso casa mia com'era allora) e conosco per esperienza (negativa) le pastoie burocratiche e le beghe inconcludenti e deleterie tra correnti e rappresentanti dei vari partiti nel nostro Comune, la cui amministrazione sarà pure capace di far guadagnare a Mira il riconoscimento per Città della Cultura, ma dietro ad esso nasconde le falle più grandi e brutte della realtà. Cultura è coltivazione delle energie della terra, non manna dall'alto dei cieli "canonici". In uno dei Comuni più grandi d'Italia abitiamo in quasi 37.000 persone, eppure non c'è alcun movimento reale verso le attività giovanili: ci son tre centri civici per anziani e gestiti dagli stessi, con il prestito -temporaneo- ai ragazzi solo di alcuni locali, per esempio per far musica: non c'è una sola sala prove, uno spazio di ritrovo, un centro o piazza in cui non ci si veda per far spese o consumar ore solo a cicchetti - insomma è uno scandalo, una vergogna, è ora di finirla e dare in mano a chi non chiede altro gli spazi da allestire e utilizzare. Villa Levi Morenos è acquistata dal Comune da 10 anni circa, ma sta crollando a pezzi mentre l'insipienza dell'amministrazione è solo capace di mosse di facciata pre-elettorali (come il faro che ne illumina la facciata esterna la notte, o le panchine nel parco). Son stato l'altro giorno all'ufficio cultura per informarmi e mi s'è detto che quello degli spazi è un problema di Mira: ma non è vero niente, menzogna infinita! Di spazi a Mira ce n'è a caterve (tipo le scuole medie Leopardi), ma se non c'è prima l'ascolto delle esigenze, e quindi la volontà politica al servizio dei cittadini, non si fa niente e la politica è una presa per i fondelli a suon di voti e carte (false, cioè inultilmente promettenti). Io mi son rotto le scatole e chiedo e voglio quel che spetta ai noi in quanto cittadini: sono 33 anni che abito qui, e quel poco che s'è mosso è stato grazie a privati -volontari- e richieste esasperate presso politicanti vacui...

*

Mercoledi 23 Marzo 2005 - risposta dell'Assessore alla Cultura Massimo Zuin:

Comincio dalla fine. E’così scandaloso che nel nostro territorio che la realtà sociale si muova e migliori grazie alla spinta intelligente e volonterosa dei cittadini alla quale anche la politica dà il suo sostegno e contributo? E i politici che ascoltano le esigenze della cittadinanza e che ne promuovono l’iniziativa con contributi, facilitazioni, sostegni di vario tipo sono solo “politicanti vacui”?

Detto questo che è un po’ una provocazione alla tua provocazione, vengo al merito della lettera.

Le tue sono critiche da valutare con attenzione come tutte le critiche quando sono mosse da un desiderio vero di migliorare una situazione ritenuta, per motivi e valutazioni diverse, non soddisfacente.
Alcune tue osservazioni le sento anche condivisibili se non nel tono almeno nella sostanza Ma io, un po’ per ruolo e poi perché così la vedo, vorrei evidenziare l’altra faccia della medaglia.

E intanto chiedere: perché bocciare in toto la politica dell’Amministrazione Comunale solo perché ci sono delle carenze? La politica amministrativa è fatta da uomini, nessuno ancora dotato dal destino della bacchetta magica.

Un esempio? Eccolo: Forte Poerio, possibile soluzione ad alcuni dei problemi che sollevi e contemporaneamente situazione emblematica delle difficoltà di chi amministra. Messa all’asta dallo Stato, acquistata e pagata subito dall’Amministrazione Comunale, da quasi due anni stiamo aspettando che ci siano consegnate le chiavi per poter finalmente fare i lavori necessari per metterla a disposizione dell’associazionismo, dei giovani e della cultura del territorio. Tra il dire e il fare…

Ma, continuando a far vedere l’altra faccia della medaglia, a Mira ci sono un teatro, due biblioteche, un museo multimediale e interattivo, uno spazio espositivo aperto a chiunque intenda proporre le sue espressioni artistiche c’è Pagine Aperte, ci sono associazioni culturali e sportive che l’Amministrazione Comunale sostiene in modi vari e molto concreti.

E’ tutta roba da buttare? E’ il deserto? Certo che si può sempre migliorare! e si farà tesoro dei suggerimenti.

Ci aspettiamo dai giovani, assieme alle loro critiche, anche la loro fantasia, energia, capacità di iniziativa, la loro voglia di incontrarsi e stare assieme unita alla voglia di costruire qualcosa di bello per se stessi e per gli altri.


***

Mia replica del giorno stesso, censurata per motivi tecnici (troppo lunga!):


Caro Assessore alla Cultura del nostro Comune, premetto che qui rispondo parzialmente (ne riparleremo approfonditamente, di persona) e che le mie critiche son costruttive non intendendo distruggere le persone ma eliminare i comportamenti dannosi, possibilmente sostituendoli con quelli che invece son utili, buoni.


Secondo preambolo (questo strettamente metodologico, quello precedente essendo forse più diretto e personale): occorre far attenzione al messaggio per poterlo comprendere, e questa è una qualità che si riferisce anche all'ascolto in genere e che in chi fa politica è necessario sia sviluppatissima e unita a umiltà - altrimenti si interpretano parole senza averne compreso i fatti sottesi, da cui scaturiscono e a cui si riferiscono rinviando oltre ovvero a un diverso agire in questo ambito (che è poi L'ambito).


Bene, cominciando anch'io dalla fine per far vedere che non c'è né un capo né una coda nella politica culturale da cui vengon le parole della risposta firmata dall'Assessore alla Cultura di Mira, ovvero che le eventuali critiche solo a parole condivise sono in realtà una -diversa visione del fare cultura- rispetto all'attuale (ciò va sottolineato, ma non trovo modo di farlo e così lo noto), comincio subito leggendo insieme la risposta al mio messaggio.


I toni sono indignati e sprezzanti: perché la politica si deve fare col senno del prima, ovvero prevenendo le "malattie" conducendo una vita sana e soddisfacente (anche se oggi tutto ciò non fa il senso appunto dell'esistere, essendo esso sfatto in un bulimico vuoto gonfio di merci e abulico intrattenimento tele-comandato).


Veniamo al punto: il messaggio che ho inviato contiene precise richieste, ma dalla risposta sembra non siano manco state viste e, siccome non sto a ripetere cose già scritte e solo da leggere, appunto invito a rilegger e a discuter poi insieme quanto scritto.


E ora la risposta dell'Assessore alla Cultura del nostro Comune: un continuo rigiramento di frittata, mettendomi in bocca parole di cui non ho responsabilità, essendo le mie scritte e visibili qui.


Vediamo: intanto la mia non era né è né mai sarà una sterile e infantile provocazione; ciò che ho scritto essendo vero, e anche personalmente molto sentito. Quindi trovo inutile volgerla come tale, e ancora più fragile da parte di un ministro del popolo (da esso delegato al suo servizio) risponder su un livello solo da lui presunto e in fondo pretestuoso (nonché presuntuoso, mi pare).


Se si legge davvero ciò che ho scritto, lo scandalo non è in quel che mi si risponde appunto provocatoriamente (ma raccoglier le provocazioni lo lascio fare a chi non ha di meglio: a me premon problemi molto pressanti e importanti, e di ciò solo mi occupo), perché non è per niente scandaloso che i cittadini siano attivi in ambito anche direttamente culturale, o politico. Lo scandalo sta anzi, come già scritto se solo si leggesse, nel fatto che si arrivi al necessario per esasperazione, ovvero che la politica risponda come una sorta d'ufficio che altrimenti non ha niente da fare a richieste che dovrebbero esser da essa lette nel viver stesso del territorio, della società, fornendogli i mezzi che tra l'altro chiede con voce sempre più disperata da decenni e senz'alcun risultato!


Il necessario: per esasperazione. Notare bene. Andiamo avanti:
"anche la politica dà il suo sostegno e contributo" non esiste al mondo, la politica deve prevenire e non curare, deve saper fare prima che si diano gli scoppi, deve creare le condizioni per far sì che chi vuol fare possa fare senza dannarsi inutilmente contro il muro di gomma eterno di cui son fatte le burocrazie del potere: potere è possibilità, ma se non si dà possibilità a chi lo delega è appunto un controsenso e ti tocca riprendertelo per poter fare!


"Politicanti vacui" sono coloro che non fanno tutto questo, e che rispondo a richieste personali invece che investirsi in programmi per il futuro, che tra l'altro chiede eccome, a gran voce, e ormai disperato lascia la sua terra: perché a Mira i giovani non posson viverci cioè esser artefici e protagonisti della vita, e non fruitori o meri utenti di sportelli politici, sociali, culturali, economici etc...


Venendo al merito, per l'appunto: le critiche nascono dalla crisi, appunto per insoddisfazione, e dal conseguente giudizio su ciò che comporta tale situazione - non insoddisfacente perché la si ritenga tale per motivi e valutazioni arbitrarie, ma perché così è sul serio, di fatto, nella vita di chi vive in questo Comune (una situazione simile non c'è solo in questo Comune, ma qui abito e son nato e cresciuto, qui dunque cerco d'operar per il meglio).


Io comprendo sia produttivo per l'amministrazione in corso ridar come una mano di vernice fresca alla propria politica, ma qui si tratta di far il punto sulla tenuta dell'edificio comune al di là del rinfrancare partiti e darsi pacche sulle spalle, perché traballano i tetti e le fondamenta stesse di esso: quindi bisogna saper aprir gli occhi e guardar bene cosa succede e come vogliamo il futuro!


Qua non si tratta di bocciare in toto o promuovere nessuno, ma che chi può faccia davvero e soprattutto riveda le posizioni date.


Sto ai punti indicati nella risposta, ma non è colpa mia se tocco i nervi scoperti della situazione: mi ci portate voi; tra l'altro con bypass di tutte le richieste sollevate nel precedente intervento e su cui intendo ritornar di persona appena se ne dia l'occasione: anzi, chiedo qui formalmente di poter conferire con l'Assessore.


Bene: Forte Poerio. Comincio subito con un bonario, ma deciso e diretto rimprovero per Massimo Zuin: venne al massimo due volte al Forte (una fu l'apertura, forse perché c'era la stampa?), quando nel 2000 riuscimmo con varie associazioni (e cittadini e ragazzi e anziani impegnati del tutto disinteressatamente, cioè gratuitamente, ma con passione sociale e civile e culturale cioè insomma comunitaria!) a farci dar le chiavi dall'esercito e pochi spiccioli dal Comune per aprirlo per la prima volta nella storia di Mira e della Riviera del Brenta a tutta la popolazione con molte iniziative socio-culturali appunto mai prima avute in Riviera del Brenta, ma alle quali gli esponenti comunali allora direttamente interessati non si son nemmeno degnati almeno di comparire o ringraziare in qualche modo chi ha fatto tutto ciò, anzi ci fu solo un clima di inspiegabile tensione e di assurda scarsità di mezzi.


Così dunque il Comune viene incontro alle richieste dei cittadini! Sono i cittadini, anzi, a dover lottare (parola non impiegata con enfasi né tantomeno a sproposito, tutt'al contrario) contro quelli che non ho definito "politicanti vacui" a caso visto che i fatti dan prova di queste parole. Può darsi che non vedano le esigenze: è appunto questo che ne fa la vacuità e insipienza. Non è colpa ma puro dato di fatto. Constatazione amichevole: l'incidente c'è perché qualcuno ha semplicemente posto meno attenzione del dovuto. Se sia dato occasionale o persistenza di comportamenti lo dice solo il tempo: esso dice chiaro che per guidar certi mezzi non basta la patente elettorale ma volontà e capacità reali, fatti.


Torniamo a Forte Poerio: dopo questi avvenimenti, fu richiuso e messo all'asta dall'Esercito (ho fatto obiezione di coscienza non a caso, all'epoca, pagandone lo scotto personalmente), finché il Comune di Mira l'acquistò e si pensò bene che sarebbe stato il caso di bonificarlo dalle mine sepolte. Ora io dico: in quel posto son transitate migliaia di persone, oltre ad artisti il cui valore è indubbio e riconosciuto: possibile che abbiamo tutti rischiato la vita e che solo adesso si venga a sapere che era necessario far uno sminamento? Che criminale perversione muove tali azioni? Credo che ciò sia quantomento un fatto da denunciare, se non è forse proprio il caso di sporger denuncia contro l'Esercito o chi ha la responsabilità di tutto questo. Spero che almeno riflettiate (non i militari, ovviamente, ché poveri son ormai così "obsoleti" da dover ricorrere al mezzo economico per incentivarne il corpo - ma questo è un altro discorso e sarebbe lungo farlo anche qui).


Siamo ancora a Forte Poerio: privati cittadini associati, dunque non il Comune, han voluto farci attività socio-culturali, dovendo usare un luogo a pericolo di morte e con totale o quasi (tranne un paio di tecnici comunali e 2 assessori d'ambito non culturale in senso stretto) assenza di partecipazione/interesse comunale.


Con tutti i posti che ci sono a Mira, perché ci han sbattuto lì? Ma è un posto magnifico! Difatti: era dei militari. Una bellezza data in pasto ai piranha, insomma. Tutto regolare: è il pianeta Italia.


Io mi son rotto le bolas (ripeto: frantumato le noci!) di tutto ciò!


E poi, ancora su Forte Poerio (è un'altra auto-mazzata che non posso non far notare: sempre non per demolire persone ma in vista di un miglioramento della gestione e della vita): "da quasi due anni stiamo aspettando che ci siano consegnate le chiavi"?! Se è questa l'altra faccia, la positiva, della medaglia! Un politico non aspetta, un politico deve anzi romper i totani di continuo a chi rema contro, finché si ottiene quel che è necessario e giusto!


Con le eterne "possibili solizioni" non si campa: realizzazione!!!
Un mio amico e compaesano è presidente da 4 anni del Gruppo Associazioni per Forte Poerio: sono al corrente di ciò che non va.


E vorrei smetterla di sottolineare inadempienze ed elusioni, per dar un concreto contributo come appunto ho cercato di fare col primo intervento, indicando cosa e come c'è e si può fare a Mira se solo chi appunto ha la delega del potere lo usasse pro e non contro o comunque a latere delle reali necessità di noi cittadini.


Proseguiamo con l'altra faccia della medaglia, che come si vede è sempre la stessa, però appunto bisogna aver gli occhi aperti, cioè: posseder una visione e un progetto culturale che sia vivo, non da spettatori passivi quanto piuttosto autori di questa vita!


Il teatro comunale è dato in gestione a una cooperativa che fa la sua programmazione: non è a disposizione di chi intenda far teatro di sua sponte a Mira (e ce n'è, costretti appunto a cercar spazi fuori: per esempio Dolo); inoltre le due biblioteche hanno gestione canonica, ovvero non son degli spazi di creazione ma solo di fruizione (cito un esempio: in Emilia Romagna non solo hanno sale-prova musicali comunali, che sarebbe il minimo, ma addirittura vere e proprie sale di montaggio cinematografico!)...


Per poter esporre qualcosa, c'è bisogno di poterla fare: dove la si può fare se non è concesso spazio a questa creatività, che si espone in ben altri e più radicali modi rispetto a 'vetrine locali'?


Attenzione signori: tutte queste domande voglion risposte-fatti!


Procediamo, sempre sulla traccia dell'Assessore alla Cultura del nostro Comune: è chiaro, spero, che le esigenze di cui parliamo sono non dico contrapposte ma in un rapporto di monte e valle, cioè se a monte non si dà spazio operativo effettivo alla cultura è inutile immaginare e volersi vantare che essa esista e viva in un luogo dove ce ne sarebbe ma preferiamo dar precedenza e spazio a prodotti esotici invece che coltivare ("cultura" è parente radicale di "coltura", e la lingua è una ricchezza caro Assessore) questa nostra terra-cittadinanza e poi confrontarla con l'esterno.


Pagine Aperte è un progetto: non è uno spazio fisico, né mezzi concreti per fare in autonomia e col patrocinio comunale ciò che si potrebbe e anzi c'è necessità (è parola e fatto reale!) di fare. Pagine Aperte è gestito con una precisa linea, che poi cozza in parte e spesso con la politica culturale di Mira in senso stretto. A proposito: ma qual è la politica culturale del nostro Comune? Distribuir 'cultura' dall'alto, o coltivar appunto la terra: educare?


Insomma: non è il deserto, perché nel deserto almeno ci si può costruire essendoci spazio libero. E' una politica che non vede il territorio e la società reale, e quindi non sa né può 'rispondere' alle necessità concrete delle più attive e vive forze che l'abitano.


Non mi dilungherò oltre ché appunto intendo parlar di persona, avendo qui solo accennato alle questioni perché scripta manent.

Postato da: situo a 17:02 | link | commenti |

venerdì, 09 dicembre 2005
XX - La difficile

E' negli estremi che stai
di te, su quelli ti cerco.
Amarti: che avanti indietro
a te stessa da te stessa!
Per imbatterci, vicino,
ma che lontano da andare!
Amore: viavai, distanze
senza soste.
Nel mezzo del cammino, nulla.
No, voce no, il tuo silenzio.
Pieno, terso, senza crepe,
come l'aria, le domande
appena lo increspano,
come pietre, le domande
se le conserva nel fondo.
Superficie del silenzio
ed io che in essa mi guardo.
Nulla, il tuo silenzio, sì.

O tutto il tuo silenzio, sì.
Affilato nel tacere,
acciaio, lampo, saetta,
che lacera, che dilacera,
che esattezza repentina
rompe le viscere al mondo,
e il fondo del mondo in atto,
lui vi arriva, fugacissimo!
Tutto, sì, il tuo grido, sì.

Ma la tua voce io non voglio.



Pedro Salinas - Sicuro azzardo, Passigli, 2005

Postato da: situo a 13:14 | link | commenti |

Cristo

"Chi non appartiene a nessuna religione, è pericoloso." - S. Johnson

[... E quindi è anche in pericolo - di vita.
Finché continueranno a crocifiggerlo,
finché continueremo a crocifiggerci…]

Postato da: situo a 13:00 | link | commenti |

domenica, 04 dicembre 2005
Vietato imparare

Passato in libreria, dopo mesi che m'impedisco di prender libri per metter da parte 2000 Euro per farmi almeno una saletta prove, in legno, in mezzo ai campi di mia madre, anzi del mio fu nonno 'Tilio (per una casa non se ne parla ancora, con 'sti stipendi da fame nonostante le 38 ore a settimana + vari lavoretti extra al CE.SVI.TE.M.), e ho avuto folgorazioni a nastro e alla fine la spesa sarebbe stata di almeno 150 Euro: si va dal nuovo DVD di Magrelli all'ultima raccolta poetica di De Angelis, da una lettura laica dei Vangeli fatta da Jodorovsky all'ultimo di Galimberti "La casa di Psiche", da una raccolta di confessioni di scrittori di lingua inglese a cura del poeta Robin al resoconto sul degrado psico-ambientale del Veneto ne "Il grigio oltre le siepi" di Vallerani e Varrotto (con scritti anche di Zanzotto...).


Ecco delle parole-fulmine prese praticamente a caso da alcuni di questi testi:


"La sessualità come forma estrema di inimicizia." - P. Handke, "Il peso del mondo";


"Tutti i poeti sono pazzi." - R. Burton, in Aa. Vv. "Le umiliazioni non finiscono mai";


"Non ha mai detto una cosa sciocca, | né mai ne ha fatta una di saggia." - Rochester, "Poesie e satire";


"Negli antichi tempi dell'arte | i costruttori lavoravano con la massima cura | ogni parte minuscola e invisibile | perché gli dèi sono ovunque." - Longfellow, in H. G. Frankfurt, "Stronzate".


Postato da: situo a 12:31 | link | commenti |

venerdì, 02 dicembre 2005
I N V I T O

Assessorato all'Istruzione, Biblioteca
Politiche giovanili, Pace
Assessorato alla Cultura

CITTA' R-ESISTENTE
uno spettacolo
Suoni, immagini, racconti dalle parole dei cittadini
giornata della Memoria della Città di Mirano 1945-2005


9-10 Dic. h. 20:30
11 Dic. h. 16:00
Villa XXV Aprile, via L. Mariutto, Mirano (VE)
Ingresso gratuito 

A cura di Associazione D'Altrocanto
con i Laboratori di canto, teatro, musica elettronica
e l'Orchestra Resistente

In collaborazione con
Giuseppina Casarin
Paolo Calzavara
Raffella Rivi
Giorgio Sticchi

Drammaturgia e regia: Sandra Mangini

Posti limitati
prenotazione obbligatoria ai numeri
348 55 96 115 - 320 05 88 358

Il 9 e il 10 Dicembre dalle 16:00 alle 19:00
le installazioni audio e video di Città R-esistente
sono aperte ai visitatori

Postato da: situo a 18:38 | link | commenti (3) |