m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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sabato, 29 ottobre 2005
Figlia del tuo Figlio

10

La Madre dice a Cristo:
- Sei mio figlio o il mio Dio?
Sei sulla croce. Come
posso tornare a casa,

varcare quella soglia,
senza prima sapere
se sei mio figlio o Dio?
Cioè, sei morto o vivo? -

Cristo dice alla Madre:
- Che io sia morto o vivo,
non ha importanza, donna.
Figlio o Dio, sono tuo.

1971


J. Brodskij - "Fermata nel deserto"

Postato da: situo a 15:15 | link | commenti |

lunedì, 24 ottobre 2005
TUTTI INVITATI!


LONTANO, DENTRO

parole e musiche dal paesaggio

Sabato 28 ottobre 2005 - ore 20:45

Testi di
Gian Pietro Barbieri
Musiche Mie!
Interpretazione di Francesco Zanolla e Giulia Pozzobon


presso: Sede degli Alpini di Giavera del Montello

info: cgiavera@tin.it - Biblioteca Comunale di Giavera
piavenire@libero.it - Circolo Legambiente Piavenire

Postato da: situo a 16:31 | link | commenti (3) |

martedì, 18 ottobre 2005
Sentite?

Di corsa (risponderò agli ultimi commenti appena avrò tempo, forse per dicembre ma spero prima!), solo per chiedervi se si sentono i files musicali che ho postato ma su cui stranamente ancora nessuno ha detto nulla: ce n'è uno pochi post qua sotto, e un altro un po' prima. Fatemi sapere, grazie!

Postato da: situo a 15:52 | link | commenti (3) |

domenica, 16 ottobre 2005

C'è solo un modo. Andare a cercare il bambino dove si trova: nelle grinfie del male, dentro il sogno.


Dal film "La città perduta"

Postato da: situo a 22:34 | link | commenti |

sabato, 15 ottobre 2005
(miracoli...)

Esistono solo due modi di concepire la vita.

Uno è come se niente fosse un miracolo.

L'altro è come se tutto fosse un miracolo.


Albert Einstein

Postato da: situo a 00:06 | link | commenti (1) |

domenica, 09 ottobre 2005

Sulla via della vita il generoso
destino equipaggiando la sua prole,
noi dementi, ci dona la provvista
destinataci di auree chimere:
velocemente il postale degli anni
ci fa viaggiare di bettola in bettola,
e con quelle chimere noi paghiamo
i percorsi fatali della vita.


(1825)


*


Non imitare, il genio originale
è grande di una sua propria grandezza;
sosia di Shakespeare o di Dorat,
sei comunque stucchevole: non amano
vedersi replicati; in Israele
solo una legge osservava il poeta:
non fabbricarsi un idolo! Mickiewicz
ispirato, allorché io ti sorprendo
genuflesso di fronte a Byron, penso:
ammiratore umiliato, alzati, alzati
e ricorda: tu stesso sei un dio!


(1828)



Evgenij Baratynskij - "Liriche"

Postato da: situo a 13:51 | link | commenti (1) |

Corpo di grazia

Non credete alla scritta nell'angolo in alto a sinistra del monitor, "il tuo pensiero online in 5 minuti": non è possibile mettere in linea che qualche parola o immagine o nota; e fossero pure le più grandi e profonde e belle del mondo, non potrebbero sostenere il paragone con un profumo, uno sguardo, una carezza, un decimo d'abbraccio, un miliardesimo di un solo piccolo bacio.

Postato da: situo a 13:32 | link | commenti (2) |

Pulito d'aria

Postato da: situo a 10:29 | link | commenti |

(versione di stamani...)

1398


Ho solo questa vita –
da passar qui –
e una morte – che via
di qui mi porti –

non vincoli coi posteri –
né novità –
eccetto questo ambito –
Regno di te –


Emily Dickinson - "Tutte le poesie"

Postato da: situo a 10:05 | link | commenti (1) |

sabato, 08 ottobre 2005

Ultimo libro letto:

- Wystan Hugh Auden, "Gl'irati flutti o l'iconografia Romantica del mare", Arsenale editrice, 1987

*

Ultimo film rivisto:

- R. Kelly, "Donnie Darko"

Postato da: situo a 22:28 | link | commenti |

Artisti, oggi...

Viviamo in un'epoca nuova [...] in cui l'immagine eroica non è il nomade vagabondo che percorre deserti ed oceani, ma la meno eccitante figura del costruttore che riedifica le mura diroccare della città. Le nostre tentazioni non sono le loro. E' meno probabile che la solitudine ci tenti ad un orgoglio prometeico; è molto più probabile che possiamo divenire dei codardi al cospetto del tiranno che ci vuole costringere a mentire al servizio della città falsa. Non dalla pazzia dobbiamo fuggire ma dalla prostituzione.


Auden - "Gl'irati flutti"

Postato da: situo a 22:21 | link | commenti |

venerdì, 07 ottobre 2005
(Essere umano...)

L'essere dell'uomo è un rapporto colpulativo tra un io soggetto e un sé predicato. L'io percepisce il sé come già dato, esistente nel mondo, finito, derivato, ed associato, collegato e comparabile ad altri esseri. Inoltre percepisce il sé non soltanto come esistente, ma anche come potenziale, come non pienamente in atto, come un sé che diviene sé stesso.

Non percependo di per sé le proprie potenzialità, il sé non può da sé divenire se stesso, non può iniziare alcunché; tutto ciò che desidera è essere in equilibrio, essere un sé che basta a se stesso e gode di sé: la responsabilità della realizzazione di sé ricade sull'io, il quale può decidere; il sé può soltanto accogliere o contrastare la decisione che è stata presa.

L'io, invece, non ha potenzialità ma solo esistenza. Inoltre è isolato; non può comparare il suo essere un io ad altri io, nel modo in cui può comparare il sé cui è collegato ad altri sé.

Il desiderio dell'io è duplice. In quanto possiede liberamente un sé, desidera un sé che possa approvare. In quanto solitario desidera essere approvato per il sé che possiede. Questa approvazione deve avere un'autorità assoluta, perché l'approvazione di esseri finiti che l'io riconosce come non esistenti di per sé pone un'autorità ultima che approvi la loro approvazione, cioè l'io desidera un Dio.

L'io ha dunque tre compiti:

1. Conoscere il sé e il mondo, come esistono ora.

2. Conoscere il vero Dio e ciò che Egli richiede che l'io realizzi nel sé, come esso lo conosce.

3. Obbedire a questi comandi.

L'io può errare in tre modi:

1. Può rifiutare di guardare onestamente il sé che gli è dato e preferire una concezione vaga o fantastica alla verità. Tale tentazione nasce dalla paura che se conoscesse la verità sul sé scoprirebbe di avere un sé che non approva, e cioè non quel tipo di sé che amerebbe dover sviluppare.

2. Può preferire un falso dio al vero Dio. Tale tentazione nasce dalla paura che se conoscesse il vero Dio, l'io troverebbe disapprovazione. Un falso dio o idolo è sempre un dio che l'io ritiene di poter manipolare attraverso la magia, e sulla cui approvazione dunque si può sempre, se si è abbastanza furbi, contare.

3. Conoscendo il sé e ciò che Dio richiede di realizzare nel sé, può disobbedire negativamente per debolezza, cedendo alla resistenza opposta dal sé al cambiamento, o piuttosto positivamente per temerarietà, asserendo la propria autonomia.


W. H. Auden, "Gl'irati flutti", Arsenale Editrice, 1987

Postato da: situo a 20:03 | link | commenti |

martedì, 04 ottobre 2005
(mie versioni...)

Vero, non-vero
si riassumono in fumo

Mondo altrettanto mal protetto
che la bellezza amata oltre misura
passare in te è far festa
alla polvere accesa

Vero, non-vero
brillano – cenere odorosa


***


Ogni fiore è soltanto notte
che finge di farsi vicina

Ma là dove il suo odore sale
non posso sperare d'entrare
perciò mi turba così tanto
ed a lungo mi tiene in veglia
davanti a questa porta chiusa

Ogni colore, ogni vita
nasce dove si ferma lo sguardo

Questo mondo è soltanto la cresta
d'un invisibile incendio


***


L'occhio:
strabordante sorgente

Ma di dove venuta?
Da più lontano che la lontananza
da più in fondo della profondità

Credo d'aver bevuto l'altro mondo


***


Uccelli

Fiamme incessantemente mutano aria
sì che appena si scorgono passare

Movimento di gridi nello spazio

Pochi han la vista quanto basta chiara
per cantare persino nella notte


***


Alberi I

Dall’opaco e confuso mondo
delle ossa e dei semi
con pazienza si strappano

per essere di anno in anno
sempre più crivellati d’aria


***


Voti

III

Scesa la sera
radunata ogni cosa
dentro il recinto

Mungere, pascere
Pulire il trogolo
per gli astri

Mettere ordine in ciò che è prossimo
è sistemare anche il più lontano
come il rumore di una campana
fa intorno a sè



Philippe Jaccottet - "Arie"

Postato da: situo a 22:45 | link | commenti |

domenica, 02 ottobre 2005
(Versione particolarmente mia...)

Sulla mia lapide vorrei scrivessero

che litigai col mondo – per amore.


Robert Frost (1874-1963)

Postato da: situo a 19:23 | link | commenti (3) |

(Sì, ma...)

Se non hai una donna, va' nella foresta, segui una giumenta e fanne la tua donna.


Adagio dogon (Mali)

Postato da: situo a 15:32 | link | commenti (1) |

(Non per me...)

Ieri mi son finalmente comperato, nell'ordine:

- il volume dei Meridiani Mondadori di Emily Dickinson, "Tutte le poesie";

- il calendario Max 2006 di Giogia Palmas (l'ex "velina mora" di Striscia).

Il primo per lo spirito e il secondo per il corpo.

Impossibile trovare la riunificazione delle due?

Postato da: situo a 15:13 | link | commenti (2) |

sabato, 01 ottobre 2005
(Lettere a Diet Kloos-Barendregt...)

Si chiacchiera a vuoto di giustizia finché la più grande delle navi da guerra non si schianta contro la fronte di un affogato.

Paul Celan - "Cerca di ascoltare anche chi tace"

Postato da: situo a 13:03 | link | commenti (4) |