m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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venerdì, 30 settembre 2005
(Praticamente sempre...)

A volte l'umanità assomiglia a una ragazzina. Se le si accosta un grand'uomo cade nell'imbarazzo, corre nella sua stanza e riprende a giocare con le bambole.


Schnitzler - "Il libro dei motti e delle riflessioni"

Postato da: situo a 19:51 | link | commenti (5) |

giovedì, 29 settembre 2005
(Da qui la sua affinità col Serpente?)

La donna compare ai primi posti nelle graduatorie sia delle cose migliori, sia di quelle peggiori al mondo: tra le prime spicca per la bellezza del suo corpo, purtroppo tra le seconde rientra per l'astioso solipsismo della sua mentalità.


Anonimo (veneziano)

Postato da: situo a 21:48 | link | commenti (2) |

mercoledì, 28 settembre 2005
Wor(l)ds

Le parole uccidono più delle pallottole. Ma le pallottole arrivano prima.

Raffaele Cutolo

Postato da: situo a 22:02 | link | commenti (2) |

martedì, 27 settembre 2005
(Finale d'uno spettacolo popolare...)

[...]

Tutti Mi credo e spero che a tracia più importante che gabbia eassà qua sé il vuoto.
Mi spero de no aver messo nessuna idea de società,
de bene,
de male
de Dio, ecetera.
Nessuna ideologia, questo sé ben, questo sé mae,
questo se ga da far, questo no se ga da far,
questo se Dio,
questo invesse sé el demonio,
questa sé l’idea del quartier. Oviamente raporti umani, afetivi, de amicissia: va ben!
vegner qua a far un pranso, ‘na conferensa, ‘na gita;
ma come idee, come struture, contenuti,
come sostansa
il vuoto,
in modo che e persone e meta el suo,
e che sia libere, che sia se stesse.
Questo mi eo spero veramente, ea presenza come afetività, e ea asenza come che no ea sia impedimento.
Ea presenza parché vivemo in ‘sto teritorio, vivemo su ‘sto tempo, quindi ti ga da esserghe presente,
senò bisogna che me daga fogo pa no esser presente,
però l’asenza su tuti i valori,
perché ognuno ga da cercar el proprio valore, e mi no voio esser de impedimento.


Sandra Mangini - "GRASPO D’UVA: el pensiero de poder fare una società giusta", dalle parole dei cittadini del quartiere Graspo d’Uva di Spinea (VE)

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domenica, 25 settembre 2005

Un classico diventa un classico, Publio, grazie al Tempo. Non il tempo che passa dopo la sua morte: dopo la vita o durante, per lui il tempo è sempre la stessa cosa. Già durante la vita, bada bene, è la stessa cosa. Perché il poeta ha sempre a che fare con il Tempo. Giovane o vecchio, non ha importanza. Perfino quando scrive dello spazio. Cos'è infatti la poesia, cos'è il canto, se non un riordinare il Tempo?... Qualsiasi canto. Perfino quello degli uccelli. Perché un suono, o una nota, occupa un secondo all'interno del Tempo, e il successivo un altro secondo. I suoni, si sa, sono diversi, ma i secondi - sono sempre identici. Eppure è a causa dei suoni, Publio, proprio a causa dei suoni che anche i secondi diventano diversi. Chiedilo alla tua canarina - tu con lei ci parli, no? Di cosa credi che canti? Del Tempo. E quando non canta - è sempre del Tempo che non canta.


J. Brodskij - "Marmi"

Postato da: situo a 23:00 | link | commenti |

Le cose

La penna che scrisse il tuo nome,

il bicchiere del brindisi a te

li ho gettati via.

Dopo di te le cose non possono altro uso,

un uomo anche.


Erri De Luca, "Solo andata: righe che vanno troppo spesso a capo", Feltrinelli, 2005

Postato da: situo a 11:49 | link | commenti (1) |

sabato, 24 settembre 2005
velo - love


ecco un aliante

ha attraversato

il sole


e allarga

le sue ali

sopra i campi


io sfreccio

su una strada

già tracciata


lui ha

la piena libertà

del cielo

Postato da: situo a 20:37 | link | commenti (4) |

Pordenone-Legge

Mio programma per oggi:


16:00 - Cristoph Wilelm Aigner, "Prova di stelle", Palazzo Gregoris;

16:00 - Aldo Nove et alii, "Generazione a progetto. La scrittura e il lavoro", Palazzo della Provincia;

17:30 - Franco La Cecla, "Riscoprire il mondo cento anni dopo Jules Verne", Saletta del Convento di San Francesco;

18:00 - AA. VV. "Fight reading", Loggia del Municipio;

19:00 - Peter Singer, "Lezione magistrale", Convento di San Francesco;

20:00 - "Diabolik party. Aperitivo e buffet per tutti", Palazzo della Provincia;

20:30 - Emidio Clementi, "L'ultimo dio. Concerto reading", Loggia del Municipio.

Postato da: situo a 13:21 | link | commenti (2) |

Ultimo libro letto:

- Josif Brodskij, "Marmi", Adelphi, 1984

*

Ultimo film visto:

- C. Comencini, "La bestia nel cuore"

Postato da: situo a 13:08 | link | commenti |

La prima vittima di una guerra è la verità.

R. Kipling

Postato da: situo a 13:01 | link | commenti (1) |

venerdì, 23 settembre 2005
(giustacuore...)

"Ce qui me fait de la peine, ce n'est pas que tu m'as menti mais que désormais je ne peux plus te croire."

"Ciò che più mi fa male, non è che tu mi abbia mentito ma che io ormai non ti possa più credere."


Jean D'Ormesson - "La Douane de Mer".

Postato da: situo a 20:38 | link | commenti (1) |

Molte dottrine
sono come il vetro
di una finestra.

Ci mostrano la verità
ma ci dividono
dalla verità.

Ghibran - "Le parole non dette"

Postato da: situo a 20:27 | link | commenti (1) |

Il governo del mondo sia ai poeti...

In pratica, è eticamente inammissibile sacrificare la specie umana invocando in modo demenziale la vigenza di un modello socioeconomico con una galoppante capacità distruttiva. E' suicida insistere nel disseminarlo e imporlo come rimedio infallibile per i mali di cui esso è, precisamente, la principale causa.


Dal discorso del Presidente del Venezuela Hugo Chavez alla sessione per 60° anniversario dell'ONU (19 settembre 2005)

Postato da: situo a 14:40 | link | commenti (1) |

(Mia libera versione di versioni...)

Oscura oscurità del buio. Tutti entrano nel buio,
il vuoto degli spazi interstellari, il vuoto dentro il vuoto,
e capitani, mercanti di banca, eminenti uomini di lettere,
i generosi patroni dell'arte, gli statisti e i governanti,
distinti funzionari, presidenti di molti comitati,
i grandi industriali e i piccoli appaltatori, tutti entrano nel buio,
e buio il sole e la luna e l'Almanacco di Gotha
e la Gazzetta della Borsa Valori, il Direttore dei Direttori,
e freddo il senso e perduto il motivo dell'azione.
e tutti noi andiamo con loro, nel funerale silenzioso,
funerale di nessuno, dato che là non c'è nessuno da seppellire.

Da: "Quattro quartetti" di Thomas Stearn Eliot - n° 2.

Postato da: situo a 12:46 | link | commenti (2) |

giovedì, 22 settembre 2005

Ultimo libro letto:

- Wystan Hugh Auden, "Lo scudo di Perseo", Adelphi, 2000

*

Ultimo film (musicale) ri-visto:

- Led Zeppelin, "The Sogn remains the same: in concert and beyond", 1976

Postato da: situo a 18:19 | link | commenti |

mercoledì, 21 settembre 2005
(Altra mia libera versione)

QUINTO ORAZIO FLACCO

Odi - Libro I, 11

Non domandare mai (saperlo è male)
quando per me, per te, verrà la fine;
e non dare mai retta a alcun oroscopo:
è meglio esser capaci di avvenire.
Altri inverni ci restino, o sia l'ultimo
questo che spossa il mare e le sue rive,
tu sii saggia: il liquore della breve
vita distilla, e stronca la remota
speranza. Noi parliamo, e intanto fugge
l'avido tempo: dunque, cogli l’attimo;
e al domani non dare troppa fede.

Postato da: situo a 18:37 | link | commenti (2) |

martedì, 20 settembre 2005
(Mia libera versione...)

GAIO VALERIO CATULLO

Canti - V

Viviamo, anima mia, viviamo e amiamo;
e i severi rimproveri dei vecchi
ci valgan, tutti, un soldo fuori corso.
Muore ogni giorno il sole, e poi risorge;
noi, quando ha fine il nostro breve giorno,
per un'eterna notte dormiremo.
Dài: dammi mille baci, e quindi cento,
e dopo ancora mille, ed altri cento,
e quindi mille sempre, e cento ancora.
Poi quando saran molte le migliaia,
per non saperle, le confonderemo:
sì che qualche maligno non c'invidi
per un così alto numero di baci.

Postato da: situo a 14:58 | link | commenti (2) |

Da uno scambio di vedute...

"Noi viviamo, non viviamo per qualcosa." - ancora B. Lee (lo so, e basta: senza come, perché o dimostrazioni; lo sento, fine. Per fede, come chiunque. Sai il cartello del mio anno nascita, ma ti manca tutto il resto! Vuoi che ammetta che hai ragione? Ce l'hai, la tua: e non è mia. Qua finisce tutto. Io ora sto solo giocando a rimpiattino con le parole finché non te n'accorgi. Finché non ti rendi conto che parli di senso pratico della vita e non c'è un unico riferimento concreto alla tua vita, ma solo una serie di formulazioni astratte: se la domanda è universale le risposte sono personali, ecco il senso della frase sul sole e i suoi raggi. E quando ho citato quella sugli alberi e il cielo, non è per innescare vuote reazioni a catena di parole, ma azioni; non è una bella frase che ispira speranza: chiama in causa in modo diretto e personale; perché non è metafisica ma realtà concreta, attuale: il cielo ci sta già crollando addosso perché noi lo abbiamo deciso e continuiamo a perpetrarne la rovina: i rami non ci dicono più che voce ha il vento, l'ossigeno che ci danno gli alberi scarseggia e il nostro respiro, la nostra anima è stretta in angustie mai prima conosciute; sappiamo tutto ma non facciamo nulla, e dunque non sappiamo nulla illusi solo del sapere teorico e astratto; le radici che eliminiamo dalla terra non la tengono più unita e basta un temporale per provocare inondazioni e smottamenti inauditi; la cura del cielo è la cura della terra, non è solo metafora spirituale: attività concreta; è che il cielo ha il senso che gli diamo noi operando quaggiù! E ora basta con queste parole che amplificano soltanto il nulla.)

Postato da: situo a 14:50 | link | commenti (4) |

domenica, 18 settembre 2005

Ultimo libro letto:

- Simone Weil, "Lettera a un religioso", Adelphi, 1996

*

Ultimo film (d'animazione) visto:

- Hayao Miyazaki, "Il castello errante di Howl"

[Quest'uomo continua a stupirci di poesia...]

Postato da: situo a 22:42 | link | commenti (3) |

sabato, 17 settembre 2005
(Versione fatta or ora...)

Il segno



La poesia che dimenticò

il nome del poeta

fluì da quel momento

dalla carta e

viaggiò lungo le strade

e le menti finché raggiunse il Tempo.


Gli eredi del poeta

vennero tutti in furia per provare

che quella poesia gli apparteneva:

con data, luogo,

ispirazione e manoscritto:

però la poesia

s'era scordata di ogni cosa,

l'idea del poeta, il senso - tutto.


Era soltanto un segno, adesso,

fatto e lasciato da un linguaggio in fuga:

un tremore fra i rami,

un'ombra buia sopra

rocce assolate, un'eco

sempre più flebile d'un frullo d'ali,

una penna caduta

su foglie secche.



K. Satchidanandan - "I riti della terra", Castelvecchi, 2005.

Postato da: situo a 14:41 | link | commenti (2) |

Ultimo libro letto:

- J. M. Garcìa, "La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli", BUR, 2005.

*

Ultimo film visto:

- R. Howard, "Cinderella man: una ragione per lottare".

Postato da: situo a 13:43 | link | commenti |

venerdì, 16 settembre 2005
(un'altra mia -vecchissima- versione...)

Frammento CLXVIII B
 
Già la luna è tramontata
e le Pleiadi, è scoccata
mezzanotte: l'ora vola,
io son qui nel letto sola.

Saffo

Postato da: situo a 00:35 | link | commenti (3) |

giovedì, 15 settembre 2005
U-rock (spunto)

Postato da: situo a 15:43 | link | commenti |

U - 18 anni in musica: coi Bad Inside.

Postato da: situo a 15:41 | link | commenti (1) |

mercoledì, 14 settembre 2005
(Vocazione)

U - 2° compleanno

Postato da: situo a 17:37 | link | commenti |

martedì, 13 settembre 2005
(un'altra mia versione...)

I, 3


Un dio lo può. Ma, dimmi, un uomo come
lo seguirà sulla sua lira semplice?
Scissura è il senso. Al crocevia di due
strade del cuore Apollo non ha templi.

Quel canto che tu insegni, non è brama
o appello ad ottenere finalmente;
canto è essere. Facile ad un dio.
Ma quando siamo, noi? Quando lui fa

che a noi gli astri e la terra si rivolgano?
Non è niente, ragazzo, amare, pure
se in bocca fremono parole – impara

a scordare il tuo canto. Esso trapassa.
In verità, cantare è un altro anelito.
Spirare a niente. Soffio nel dio. Vento. 


Rainer Maria Rilke - dai "Sonetti a Orfeo"

Postato da: situo a 15:45 | link | commenti (2) |

lunedì, 12 settembre 2005
(Una mia versione...)


L'invito al Viaggio


Bambina mia, sorella,
tu pensa alla dolcezza
di andare laggiù a vivere, noi due.
Amarci a piacimento,
amare fino all'ultimo momento
nel paese che tanto ti assomiglia.
Gli umidi soli
di quei turbati cieli
hanno per il mio spirito l'incanto
misteriosissimo degli occhi tuoi
di tradimento,
che brillano nel pianto.

Laggiù ogni cosa è ordine e bellezza,
soltanto lusso, calma e voluttà.

Risplendente mobilia,
levigata dagli anni,
ornerebbe la camera ch'è nostra;
i più rari tra i fiori
in miscuglio di odori coi profumi
vaghi dell'ambra,
i soffitti preziosi,
le profonde specchiere,
lo splendore orientale,
qui tutto parlerebbe
all'anima in segreto la sua dolce
lingua natale.

Laggiù ogni cosa è ordine e bellezza,
soltanto lusso, calma e voluttà.

Védili sui canali
dormire, quei vascelli
dal vagabondo umore;
è per assecondare ogni più piccolo
tuo desiderio ch’essi fin qui giungono
d'in capo al mondo.
I soli che declinano
vestono le campagne,
i canali e l'intera
città d'oro e giacinto;
il mondo si addormenta
in una luce ardente.

Laggiù ogni cosa è ordine e bellezza,
soltanto lusso, calma e voluttà.



Charles Baudelaire - da "I fiori del male"

Postato da: situo a 18:40 | link | commenti (3) |

Il mio dovere verso Dio è di essere felice; il mio dovere verso il mio prossimo è di fare del mio meglio per dargli piacere ed alleviarne le sofferenze. Nessun essere umano può farne felice un altro.


Auden - "Lo scudo di perseo"

Postato da: situo a 15:58 | link | commenti |

domenica, 11 settembre 2005
(Trovata in rete senza indicazioni sull'autore)

"Gli alberi sono le braccia che sorreggono il cielo. Quando avremo tagliato l’ultimo albero, il cielo ci cadrà addosso."

Postato da: situo a 19:45 | link | commenti (4) |

Poscritto: il fatuo e il serio

Il passato non va preso sul serio (lasciate che i morti seppelliscano i propri morti), e neppure il futuro (non darti pena per il domani), solo l'attimo presente: e questo non per il suo estetico contenuto emotivo, ma per il suo ruolo decisivo nella storia (questo è il momento voluto).


Auden - "Lo scudo di Perseo"

Postato da: situo a 13:04 | link | commenti |

TUTTI INVITATI

BIBLIOTECA DEL PIAVE

Serata Open Air

STORIE DI PIAVE DI GENTE E DI ACQUA

lette da

LUIGI MARDEGAN

del Satiro Teatro

GIOVEDI' 15 SETTEMBRE 2005

alle ore 20.30

BIBLIOTECA COMUNALE DI SAN POLO DI PIAVE

Testi di Autori vari scelti da

Gian Pietro Barbieri

Lio Gemignani, Fausto Pozzobon

Stacchi musicali alla Chitarra Classica

scritti ed eseguiti da Ulisse Fiolo

In caso di maltempo l'incontro si terrà comunque all'interno presso la Sala Conferenze attigua alla Biblioteca Comunale

Ingresso Libero

BIBLIOTECA COMUNALE DI SAN POLO DI PIAVE

Via Papa Luciani, 12 - 31020 S. Polo di Piave (TV)

Tel. 0422.855609 - Fax 0422.855760

Postato da: situo a 11:39 | link | commenti (3) |

sabato, 10 settembre 2005
'Fuga nel niente'

Noi non andiamo da nessuna parte, ci accontentiamo solo di partire, di separarci da ciò che è vivo a profitto del vuoto della rapidità.

[...]

I mezzi di comunicazione appariranno per quello che non hanno mai smesso di essere: delle armi, dei mezzi di sterminio.

[...]

La verità è la prima vittima della celerità.


Paul Virilio, "L'orizzonte negativo: saggio di dromoscopia", Costa & Nolan, 2005

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venerdì, 09 settembre 2005

Capitolo XXII


"Le composizioni dell'allievo, per quanto egli si serva di mezzi più o meno moderni, saranno cattive o buone in base alla relazione tra il suo talento innato a dover dire qualcosa e la sua capacità di esprimersi. L'insegnante può influenzare solo una parte di questo rapporto, cioè la capacità di esprimere; e forse nemmeno questa, poiché dubito addirittura che questa capacità possa essere accresciuta per mezzo di espedienti tecnici. Imitando la tecnica dei suoi modelli l'allievo non impara a esprimere se stesso; gli si può mostrare 'come si deve fare', mettendo in rilievo che anche altri hanno fatto così: questo potrà essere insegnamento dell'arte, ma non ammaestramento dell'artista, poiché la capacità di esprimersi non dipende certo dalla maniera e dal numero dei mezzi artistici a disposizione. Con essi tale capacità può evolversi, dal momento che non esiste solo per ciò che esprime in se stessa, ma vive anche di ciò che hanno fatto gli altri.
L'artista d'ingegno osserva se stesso, e in base a questa auto-osservazione si evolve.
Lo scopo ultimo è comune, così come sono comuni anche i nostri limiti estremi [...]
[...] quel che più conta nella personalità dell'artista è la penetrazione in profondità nel proprio essere: questo esprime la natura vera dell'umanità.
La cosa più importante è di ascoltar se stessi, di guardare dentro di sé in profondità [...] L'uomo medio sembra possedere questa capacità solo in pochi momenti eletti; per il resto pare che non viva in base alle sue tendenze ma in base a determinati principi; ma chi ha dei veri principi, i principi dell'umanità, vive anche secondo le sue vere tendenze, che coincidono appunto con i fondamenti dell'umanità senza che egli lo sappia, anche se forse ne ha sentore.
Allora tutto ciò che noi chiamiamo 'mezzi d'arte' o 'stile', tutte le proprietà che l'individuo mediocre ritiene necessario di limitarsi a copiare per diventare anche lui un artista, risultano secondarie e acquistano tutt'al più un valore di sintomi. [...] Ma tutto ciò che costituisce lo stile [...] è soltanto un sintomo attraverso il quale i contemporanei dovrebbero scoprire quali sono gli uomini davvero importanti [...]
L'insegnamento atto ad ammaestrare un artista dovrebbe pertanto consistere al massimo nell'aiutarlo ad ascoltare se stesso, perché la tecnica e gli artifici non lo aiutano affatto. Questi ultimi dovrebbero essere una scienza segreta, alla quale ha accesso solo chi sa trovarsela da sé. Chi sa ascoltarsi conquisterà questa tecnica, magari per una strada diversa da quella del metodo, magari per vie traverse ma sempre con infallibile sicurezza: egli saprà udire ciò che a tutti è comune; e ciò che lo distingue dagli altri non è forse il modo in cui lo sente, ma il fatto stesso di averlo sentito. Le maniere rivelate dai mezzi della tecnica sono forse adatte più ad allontanarci che ad avvicinarci all'oggetto reale dell'arte.
[...] Chi si impegna troverà la strada e la troverà in un modo che lo autorizza anche a farne uso: per lui questa nuova via è aperta, ma è bene che rimanga chiusa per chi vuole solo farsi la mano. Essa finirà pure col diventare comune, ma allora chi vi camminerà non vorrà certo più imparare 'come si fa a imitare una personalità'.
[...] chi ci arriverà da sé non avrà certo bisogno di un cicerone, perché l'orecchio e il senso della verità gli saranno guida più sicura di qualsiasi legge artistica.
[...] Anzi ancora oltre, ancora più in là. Dunque le regole sono tutt'al più indicative solo per il grado in cui penetrano nel dato naturale, e non sono leggi naturali, ma leggi che vengono spazzate via dalla prima novità.
[...] l'artista non fa nulla che gli altri ritengano bello, ma solo ciò che per lui è necessario.
[...] fin dove può arrivare: fin dove lo spinge la sua natura, che egli deve sforzarsi di percepire esattamente se vuole essere un vero artista.
[...] Ma i matti hanno paura di essere presi in giro, cioè di essere riconosciuti per quello che sono, e hanno paura di farsi imbrogliare: in loro è questa incertezza che va protetta.
[...] Nulla teme il mediocre più di essere costretto a cambiare la sua concezione della vita; ed egli si è imposto un ideale che esprime questo terrore, l'ideale del 'carattere'. L'uomo 'di carattere' è (variando una frase di Karl Kraus) quello la cui arteriosclerosi deriva dalla concezione che ha dell'universo.
[...] la creazione di una teoria può essere anche fine a sé stessa; e senza rivolgersi a un vero allievo può rivolgersi a un allievo immaginario. L'allievo non è forse che una proiezione del maestro verso l'esterno; e quando il maestro si rivolge a lui, parla in realtà solo a se stesso [...] L'insegnante insegna a se stesso, è maestro e allievo in uno. [...] Egli è in lotta con se stesso, e la gente ascolta perché sa che questo processo la interessa profondamente."

Arnold Schönberg, "Manuale di armonia, tradizione e rinnovamento nel linguaggio musicale", NET, 2002.

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mercoledì, 07 settembre 2005
Da una poesia di James Marshall Hedrix...

[...]

Da uomini

non sappiamo spiegare perché

la donna è sempre nominata

al momento. Della nostra morte

sappiamo soltanto

che Dio è dalla nostra parte.

[...]

Oh la storia

di Gesù è la storia

di noi due

inutile sentirsi soli

io sono te che cerchi libertà.

[...]

La storia d'un amore

è ciao e addio

finché non ci ritroveremo.

Postato da: situo a 18:53 | link | commenti (1) |

martedì, 06 settembre 2005
'La perfezione è sterile.'



Molto è il tremendo


ma più ancora di tutto


tremendo è l'uomo.




Mia versione - in haiku - da Eschilo (Eleusi 525 a.C. - Gela 455 a.C.).

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lunedì, 05 settembre 2005

Ultimo libro letto:

- Aa. Vv., "I padri del deserto: Detti", Mondadori, 1997

*

Ultimo film rivisto:

- M. Gondry, "Eternal Sunshine of the spotless mind (Se mi lasci ti cancello)"

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domenica, 04 settembre 2005



Il mio rackkone nuovo!!!

L'attuale amplificazione+effettistica è composta da: cassone Marshall 4 coni, ampli Marshall 2 canali 100+100 watt, preamplificatore SansAmp Tech 21 a 100 banchi memoria, multieffetto Rocktron Intellifex 160 box memoria; pedaliera midi per controllare il tutto; pedali supplementari: whawha Cry Baby e Whammy effect. Chi vuol sentire come suona il tutto (ovviamente suonato da me), mi contatti in mail! Cerco batterista e bassista, zona Venezia, per gruppo!!!

Postato da: situo a 13:06 | link | commenti (2) |



Ma quanto siamo buoni: su, mangiamoci! (Non si vede molto ma l'adesivo a sinistra, oltre al bambino denutrito, ha una scritta che dice: Dieta del Terzo Mondo. Meditateci, gente, meditateci...)- Accademia di belle arti - Venezia

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D'istruzione pubblica - scuola media statale G. Leopardi - Mira Taglio (VE)

Postato da: situo a 10:58 | link | commenti |



Chi tristezza compra (the shopping-therapy!?! Aiuto!!!) - Mira Taglio (VE)

Postato da: situo a 10:56 | link | commenti (1) |



8 marzo (con la neve!): fiori veri e fiori finti in vendita al 'crocicchio della morte' (luogo tristemente noto per incidenti anche motali) + Che donna (per fortuita occasione riferito alla 'fantastica' passante del momento)! + Rima indicativa (Dante Alighieri vs. carabinieri: tempi moderni?) - Mira Taglio (VE)

Postato da: situo a 10:48 | link | commenti |

Sapete perché l'arte, la poesia ci piace (ci tocca, ci commuove, ci sconvolge, ci travolge) così profondamente? Perché ci fa sentire di quale 'materia' veramente siamo fatti, noi esseri umani: mortalità e spirito, passione e carne, anima e finitudine, scelta e responsabilità assolute/eterne. I protagonisti dell'arte ci 'prendono dentro' perché, nonostante il peso della quotidianità cui pure devonmo sottostare come noi esseri reali, hanno in sé una luce straordinaria che trasfigura e trascende ogni 'materialità': e tale luce e vita viene dal superamento dei piccoli e angusti Io degli uomini, che vengono surclassati, davanti alla grandezza sconfinata dei puri sentimenti essenziali cui tutti partecipiamo ma cui non tutti (pochi, ancora troppo pochi purtroppo!) danno la fiducia che occorrerebbe per poter vivere davvero... Non dico che la vita sarebbe uno straordinario romanzo o film o sinfonia o affresco o magari tutte questo assieme, ma credetemi (perché ne ho esperienza diretta, pur se per ora confinata a me): la vita sarebbe certo all'incirca sempre la stessa, ma pervasa da quell'infinito di sentimento e percezione e comprensione che ci portiamo dentro ma al quale ci abbandiamo quasi esclusivamente al riparo dello schermo, protetti e 'al sicuro' grazie al mezzo artistico o scientifico (o altro che sia) - perdendo però così la possibilità d'essere in quella stessa pienezza e meraviglia pur nella vita di tutti i giorni, inclusi tutti i suoi alti e bassi: perché questo è, in realtà, il senso sia dell'arte (che altrimenti sarebbe una vacua decorazione a nasconderci la nostra miseria), sia della vita stessa che attraverso di essa s'interroga, si libera continuamente dei suoi limiti e si rinnova sempre...

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sabato, 03 settembre 2005

Asilah: stagione di schiuma



Lasciò la famiglia

si fece crescere la barba

e riempì la sua solitudine di pietre e di nebbia


Arrivò al deserto

con la testa avvolta in un sudario

sangue versato

in terra occupata


Non era

né eroe né martire

era

cittadino della ferita



Tahar Ben Jelloun - "Stelle velate"

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Ezechiele 33, 29-33

29 «Sapranno che io sono il Signore quando farò del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi.
30 Figlio dell'uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l'un l'altro: Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal Signore. 31 In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno. 32 Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore: bella è la voce e piacevole l'accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. 33 Ma quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c'è un profeta in mezzo a loro».

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Goodmorning Sarajevo - Aprile 2000

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Sarajevo workshop - Aprile 2000

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Ricambio naturale - Dogaletto (VE)

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Tra Cielo e Terra - Gambarare di Mira (VE)

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Mare di campi - Fusina (VE)

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Rive - Fusina (VE)

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Barena pre-lagunare - Dogaletto (VE)

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Vita a colori - colori della vita - Mira Porte (VE)

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Bianca la vita sciorinata al sole - Oriago di Mira (VE)

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Bambino nella pietra - muri di vita - Venezia

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Albero della luce - voce del sole (Borbiago di Mira - VE)

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venerdì, 02 settembre 2005
Gian Pietro Barbieri (mio fraterno amico)

IL SINDACATO DEI GRILLI

 
Decostruito e moltiplicato nella mia individualità
mattone su mattone dal tintinnio d’utensile dei grilli
che di notte, esili ed alacri lavorano
a smontare il nostro mondo, ad abbattere le cattedrali
per costruire le stelle, serrare quelle smaglianti viti
al cielo, lucidarle con i nostri sogni
 
Lavorano al turno di notte, solidali
tutti iscritti al sindacato libero dei grilli
lavorano per la bellezza del mondo
di notte e fanno meno greve il lavoro delle prostitute
lungo strade lucide e scivolose.
 
Rimpiccioliamo nei nostri letti, scalati da quel gocciolio
da quel grande movimento operaio che insidia
la nostra solitaria, obesa grandezza
 
Paesi, paesetti, case sparse perse
rinvenute grazie ai lucenti sonar
dei carbonai prativi
 
Anch’io
anch’io, se posso, se sono ancora in tempo
voglio iscrivermi al sindacato libero dei grilli.
 

agosto 2005

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Aria pubblica

L'aria è di tutti, non è di tutti l'aria?
Così è una piazza, spazio di città.
Pubblico spazio ossia pubblica aria
che se è di tutti non può essere occupata
perché diventerebbe aria privata.
Ma se una piazza insieme alla sua aria
è in modo irrevocabile ingombrata
da stabili e lucrose attività,
questa non è più piazza e la sua aria
non è che mercantile aria privata.

[...]
 
Patrizia Cavalli - "La Guardiana"

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giovedì, 01 settembre 2005
(Una mia versione...)

1° SETTEMBRE 1939



Sono seduto in una delle bettole
lungo la Cinquantaduesima,
incerto e spaventato
mentre scadono le speranze scaltre
d’un decennio meschino e disonesto:
onde d’ira e paura
corrono per le chiare
e ottenebrate lande della terra,
in ossessione delle nostre vite;
l'innominabile odore di morte
offende questa notte di settembre.

Studi accurati possono
esumare l'offesa tutt’intera,
che da Lutero fino ad oggi
ha spinto una cultura alla pazzia,
scoprire quanto accadde a Linz,
l’imàgo smisurata fabbricata
da un dio psicopatico:
io ed il pubblico sappiamo
ciò che ogni bimbo impara andando a scuola,
quelli cui il male è fatto
faranno male in cambio.

Tucidide in esilio conosceva
tutto ciò che un discorso riesce a dire
sulla Democrazia,
e ciò che i dittatori fanno,
le sciocchezze stantie che pronunciano
ad un apatico sepolcro;
analizzò ogni cosa nel suo libro,
la ragione bandita,
la sofferenza arresa all’abitudine,
malgoverno ed angoscia:
tutto questo ci è inflitto un’altra volta.

In quest'aria neutrale
in cui i ciechi grattacieli usano
tutta la loro altezza a proclamare
la potenza dell'Uomo Collettivo,
ogni lingua riversa la sua vana
scusa in competitizione;
ma chi a lungo può mai vivere
nell’euforia d’un sogno;
guardano dallo specchio fissamente
il volto dell'imperialismo
ed il sopruso internazionale.

Facce lungo il bancone
stanno aggrappate al loro giorno medio:
le luci non si devono mai spegnere
e la musica deve continuare,
tutte le convenzioni allinearsi
perché questa fortezza assuma in sé
le suppellettili che fanno casa;
affinché non si veda dove siamo,
perduti dentro un bosco di fantasmi,
bambini paurosi nella notte
che non sono mai stati allegri o buoni.

La più ariosa roba militante
che Importanti Persone propagandano
è meno rozza di quel che vogliamo:
ciò che Nijinsky impazzito ebbe a scrivere
su Diaghilev
è vero per il cuore più normale;
perché l'errore innato fin nell’osso
d’ogni donna e ogni uomo
pretende quello che non può avere,
non già l'amore universale,
ma d'esser lui soltanto amato.

Dalla conservatrice oscurità
verso la vita etica
arrivano gli ottusi pendolari,
reiterando il voto mattutino:
"Io alla moglie voglio esser fedele,
m'impegnerò di più nel mio lavoro",
e governanti inetti si risvegliano
per riprendere il gioco obbligatorio:
chi può ancora liberarli adesso,
chi può arrivare ai sordi,
e chi parlare per i muti?

Tutto quello che ho è una voce
a stanare l’imbroglio di bugie,
romantiche menzogne nel cervello
del sensuale uomo della strada,
e le fandonie dell'Autorità
i cui palazzi rovistano il cielo:
non c'è una cosa che chiamiamo Stato
né mai nessuno esiste tutto solo;
la fame non consente alcuna scelta
né al cittadino né alla polizia;
o ci amiamo l'un l'altro, o siamo morti.

Inerme nella notte
il nostro mondo giace instupidito;
e tuttavia, sparsi in ogni dove,
punti di luce ironici
si accendono dovunque i Giusti
si scambiano messaggi:
che io possa, composto come loro
d’Eros e polvere,
assediato dalla medesima
negazione e disperazione,
mostrare una fiamma affermativa.



Wystan Hugh Auden (York 1907 - Vienna 1973)

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Psico-spot

L'uomo è molto più malato di quanto non creda. La sua vita esteriore è catastrofica ma la sua vita interiore è un mucchio di nefandezze.
 
Antonin Artaud - "Lettere dal delirio"

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Sorriso della vecchiaia - edifici di quiete - Mira Taglio (VE)

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Sorriso del cemento nella neve - Mira Taglio (VE)

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