m u s i c a

Pre-testo

Scrivo perché
per la telepatia
è ancora presto.

Eccomi

Utente: situo
Nome: ness 1

NARRAMI, O MUSA,
L'UOMO DI SAPIENZE

CHE TANTO ERRO'
POI CHE ABBATTE' I BASTIONI

SACRI DI TROIA,
CHE DI MOLTE GENTI

VIDE E CONOBBE
LE CITTA' E LA MENTE,

E CHE TANTI DOLORI
DENTRO IL CUORE

SUL MARE SOPPORTO',
NEL CONQUISTARE

PER SE' E COMPAGNI
LA VITA E IL RITORNO.


OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)



Narrami, o Musa, l'uomo di sapienze
che tanto errò poi che abbatté i bastioni
sacri di Troia, che di molte genti
vide e conobbe le città e la mente,
e che tanti dolori dentro il cuore
sul mare sopportò, nel conquistare
per sé e compagni la vita e il ritorno.

OMERO - "ODISSEA"
(mia versione)

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mercoledì, 18 febbraio 2004
A futura memoria

A futura memoria (il bello è che)

Un giorno, tutti i merli dei castelli
si levarono in volo, all’improvviso;
rimasero le mura, ossute e spoglie:
custodi di tesori - immaginari.

Postato da: situo a 00:36 | link | commenti |

martedì, 17 febbraio 2004
CerchI

CerchI

E’ qui, nell’orizzonte della luce,
che la notte si sgrava della luna -
l’acqua che rompe ferma nelle cose,
stende il silenzio lento di me stesso
intorno alle pareti della stanza,
come a fasciare un muscolo che duole:
attendo la distanza dissiparsi,
nel brulichio scontento dei minuti -
così simili a ore, nei pensieri,
così disfatti fiori di stagione
sperperati nell’ozio influenzale;
senza però, senza perché, né ma
a trarne un senso che non sia di te
l’inizio e fine insieme: l’ombra chiara
dell’amore che viene e riconosco,
in me, come una forma naturale.

Postato da: situo a 15:11 | link | commenti |

Complementi

Complementi

La vita è la canzone delle sponde -
continuamente erosa e rinnovata
dallo scorrere limpido dell’acqua,
cui necessario è il sudicio del fondo.

Postato da: situo a 15:07 | link | commenti |

domenica, 15 febbraio 2004
VIANDANDO (Per Via)

- Maestro. Noi siamo venuti per ricever da te quel che da noi stessi trarre non possiamo, non riusciamo, o soltanto non sappiamo…

- Ed io vi dico che non ve ne andrete da me se non con ciò che avrete portato con voi dalle vostre case fino a qui.

- Maestro. Ma noi vogliamo sapere, noi vogliamo conoscere, imparare… È questo desiderio, la cosa più grande e più importante che noi abbiamo. Insegnaci tu le vie da percorrere, sì da arrivare alla morte paghi e sapienti di mondo.

- Voi mi chiedete le vie da seguire. E non ve n’è una che non porti ad un luogo. Ma solamente quella ch’è davvero vostra, ve lo potrà insegnare – passo dopo passo, una volta intrapresa. In fondo ad ogni via, c’è un posto che vi attende. E quel luogo siete voi stessi. Ogni via vi conduce. Ed ogni tratto vi avvicina a voi. Ovunque deciderete di fermarvi o anche soltanto di sostare qualche istante, il luogo che vi aspetta non sarà né più né meno distante dal punto in cui voi fermerete il passo. Domandate alla via, non abbiate timore: domandatele per dove di volta in volta vi dovrete dirigere. Lei saprà consigliarvi per il meglio, in ogni caso, sempre. Non c’è risposta che in essa non si trovi, prima o poi. E dunque, cosa vi potrei mai insegnare io di nuovo che già essa non vi dica? Andate: prendete i sacchi delle vostre domande, e spalancateli di fronte al mondo. Vi ci ritroverete dentro, vedrete, tutto ciò di cui avete bisogno. Ricordate solo questo: più saprete far grande il vostro orecchio, più la voce del mondo vi suonerà chiara e comprensibile. È tempo che ciascuno chieda al proprio viaggio dove mai lo porterà, dove con esso ha intenzione di arrivare. Ma io vi dico: attenti, che già siete là dov’è la vostra meta, voi che in ansia la inseguite e ricercate. Il cammino vi aiuterà a raggiungervi soltanto. Chi si mette sul cammino di sè stesso, ha già compiuto metà della sua strada. Forse l’altra metà sarà più lunga, ma di certo meno ardua. I più lontani sono coloro che fuggono, anche se fuggire è cosa vana. Essi procedono, come chiunque, nella propria via: ma girati di spalle, come i granchi – e questo non dà modo loro di accorgersene. La via chiede l’assenso di chi la percorre, vuole che noi la si conosca, per poterci riconoscere alla fine in essa. Altro non ho da dirvi, fratelli miei cari. Abbiatevi tutto quello che sarete capaci di dare. Amore a voi. A laggiù.

- Avete udito? Avete inteso bene quel che ha detto il nostro Maestro? Egli ci ha chiesto di seguirlo, fratelli, ciascuno come sa – per la sua via. La via che è davanti a noi, è la via che abbiamo dentro di noi. Percorriamola dunque! Laggiù saremo insieme. Questo ha detto il nostro Maestro e maggiore fratello.

- Andiamo allora, cos’aspettiamo ancora: su, in marcia – andiamo, è tempo!

Postato da: situo a 21:42 | link | commenti |

sabato, 14 febbraio 2004
Alunnaggio

Alunnaggio

Impara dall’immensità:
lei sa
la calma che ci salva.

Postato da: situo a 18:20 | link | commenti |

Sigillo

Sigillo

Ero partito per non dire niente
– una parola, e già mi ero smentito:
non dico sia qualcosa d’importante,
può darsi pure che ci sia riuscito.

Postato da: situo a 18:18 | link | commenti |

Tra noi

Tra noi

Io non so la risposta.
Neanche gli altri ce l'hanno.
Nessuno la conosce.
Ce la possiamo solamente dare.
Senza che mai nessuno la possegga.
Accade nello scambio.
Però non è lo scambio.
Vi accade e questo basta.

Postato da: situo a 18:14 | link | commenti |

Cigol'io

Cigol'io

Erodi a fondo
la ruggine del cuore,
attrito – amore.

Postato da: situo a 18:12 | link | commenti |

Notte e giorno

Notte e giorno

La nostra casa d’acqua:
salivamo le scale,
al sommo era la mUsIca -
fuori passava il tempo.

Postato da: situo a 15:59 | link | commenti |

A voi

A voi

Esco solo un momento,
mi fotografo il vento -
lo mando a tutti voi:
prioritaria, o e-mail?

Postato da: situo a 15:48 | link | commenti |